La notte scorsa carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce hanno accompagnato all’interno dello stabilimento Ilva di Taranto i custodi e amministratori giudiziari delle aree e degli impianti sottoposti a sequestro. Si tratterebbe, a quanto si è appreso, di un normale controllo. Il gip Patrizia Todisco ha affidato ai custodi giudiziari il compito “di garantire la sicurezza degli impianti e utilizzarli in funzione della realizzazione di tutte le misure tecniche necessarie per eliminare le situazioni di pericolo e della attuazione di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni inquinanti”.

L’ispezione a sorpresa è durata circa quattro ore: da poco prima della mezzanotte alle 4 del mattino e ha riguardato le acciaierie 1 e 2 e il settore gestione rottami ferrosi. Così come richiesto dal gip Todisco con l’ordinanza del 10 agosto scorso, con la quale il giudice ha ordinato lo stop degli impianti sequestrati il 26 luglio e ha chiesto ai custodi una relazione settimanale, i tre tecnici hanno preso atto e documentato il funzionamento della produzione in corso. Sono quindi stati ascoltati i capiturno e gli operai in servizio negli impianti. Le ispezioni a sorpresa – a quanto è dato sapere dagli investigatori – continueranno nei prossimi giorni, come chiesto dal giudice.