Ex banda della Magliana, ma questo non ha impedito al sindaco di Roma Gianni Alemanno di conferire una consulenza Maurizio Lattarulo, condannato, secondo quanto riporta il quotidiano la Repubblica, con sentenza definitiva il 6 ottobre del 2000. L’uomo, chiamato “Provolino”,  nel luglio del 2008 ha ricevuto un incarico da esterno per le Politiche Sociali. “Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione urgente al ministro Cancellieri per sapere se è a conoscenza, e se lo ritene opportuno, dell’incarico di consulente alle politiche sociali del Campidoglio assegnato dal sindaco Alemanno a un ex terrorista dei Nar, condannato con sentenza definitiva in quanto membro della Banda della Magliana” fa spaere la deputata del Pd Ileana Argentin, membro della commissione Affari sociali della Camera ed esponente dei democratici di Roma. “Nella Giunta Alemanno non è la prima volta che si apprende – aggiunge la Argentin – di consulenze e assunzioni che riguardano personaggi che sono stati indagati e condannati per gravi reati di terrorismo politico e per partecipazione a banda armata. In questo caso, però, la notizia è ancora più sconvolgente se pensiamo che come consulente del sindaco Alemanno per le Politiche sociali è stato assunto, con contratto a termine, un personaggio coinvolto in giri di racket, gioco d’azzardo e usura. Non c’è che dire – conclude la Argentin – un curriculum di tutto rispetto per un consulente del Sindaco della Capitale”.  Lattarulo, ocinvolto e prosciolto in una indagine sui Nar, da luglio a dicembre 2008 avrebbe ricevuto dal Comune poco più di 13mila euro e nei due anni successivi quasi 31 mila euro. Attualmente il consulente, considerato vicinissimo all’epoca della banda a De Pedis Nicoletti e Carminati, è segretario particolare dell’attuale presidente della Commissione politiche sociali, Giordano Tredicine.

Non è la prima volta che il primo cittadino della Capitale viene “criticato” per le scelte di alcuni collaboratori. Nel 2009 c’era stato il caso di Stefano Andrini, ad di Ama Servizi, e nel 2010 il caso di Francesco Bianco come operaio all’Atac, entrambi considerati di estrema destra. “La vera lista civica di Alemanno… fascisti, ladri e banditi tutti pagati con le tasse dei romani. Il Campidoglio – tuona il consigliere regionale del Pd nel Lazio, Enzo Foschi  – sembra un istituto di pena. I romani onesti, le persone per bene non ne possono più. Questo cerchio magico del sindaco è inquietante. La città saprà reagire. Siamo pronti a liberare Roma“. 

Il vicesindaco di Roma Sveva Belviso conferma che Maurizio Lattarulo ha avuto un contratto a tempo determinato dal 2008 al 2010 con l’assessorato alle Politiche sociali del Campidoglio, di cui lei stessa era titolare. La Belviso si dice “veramente stupita” sottolineando la necessità “di fare chiarezza su quanto riportato”. “Maurizio Lattarulo per il reato di banda armata legata ai Nar è stato prosciolto in fase istruttoria 20 anni fa e mai gli è stato imputato alcun reato di usura”, afferma. “Quando l’ho conosciuto – prosegue -, all’inizio del mio mandato (nel 2008, ndr), si è presentato dicendo che aveva avuto problemi con la giustizia, precisamente per un reato associativo generico, e che, a quella data, nessun carico pendente risultava in tribunale e che era iniziato il suo percorso riabilitativo, conclusosi poi nel 2010 con sentenza definitiva di riabilitazione”. “Proprio per il suo passato, ho pensato potesse rappresentare un esempio concreto di persona riabilitata alla quale dare un’occasione nuova di vita – prosegue Belviso -. E’ stato inserito nello staff dell’assessorato alle Politiche sociali a tempo determinato, con uno stipendio di 1.500 euro mensili con l’incarico di occuparsi del reinserimento degli ex detenuti e dei rapporti con il garante regionale dei detenuti Angiolo Marroni”. “Lattarulo – ricorda Belviso – ha poi lasciato spontaneamente l’assessorato nel 2010, dicendo che aveva trovato una soluzione lavorativa più stabile”.

Per il vicesindaco, “appaiono davvero vergognosi e strumentali” gli attacchi di “una sinistra ipocrita e falsa che prima fa dell’inclusione sociale una bandiera e poi, quando una amministrazione comunale concretamente si attiva per il reinserimento sociale degli ex detenuti, non indugia a strumentalizzare l’accaduto”. “Vorrei venisse raccolto l’invito, fatto dal Sindaco la scorsa settimana conclude – per una campagna elettorale dura ma leale, sui fatti concreti”.