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AfD è l’ennesimo prodotto della ricetta populista: semplificare i problemi e pure le soluzioni

Meloni, Vannacci, Trump e ora AfD: la realtà distrugge impietosamente le fandonie. Votarli significa accettare di farsi imbrogliare
AfD è l’ennesimo prodotto della ricetta populista: semplificare i problemi e pure le soluzioni
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Il successo del partito di estrema destra AfD nelle elezioni della Sassonia Anhalt è l’ennesimo prodotto di una ricetta populista che abbiamo ampiamente sperimentato anche in Italia. In sostanza il metodo propagandistico è questo: si prende un problema sociale complesso, noto ai cittadini; lo si semplifica riducendolo all’aspetto che si presume stia più a cuore dei potenziali elettori e se ne cancellano altri aspetti; si propone la soluzione più sbrigativa, che certamente sarà inefficace, ma intanto attira voti. Un cavallo di battaglia dei populisti è, ad esempio, quello dell’immigrazione: gli immigrati sono facilmente distinguibili dai nativi; se ne sottolinea la partecipazione in episodi di criminalità spicciola e se ne ignora il contributo alle attività lavorative, tanto più necessarie in società affette da crisi demografiche, nelle quali i pensionati rischiano di superare in numero i lavoratori; si offre la soluzione della remigrazione. Il successo è garantito: lo dimostrano le parabole politiche di Meloni, Vannacci e dell’AfD.

Ovviamente una volta carpiti i voti dell’elettorato, la promessa viene disattesa: Meloni ha regolarizzato decine di migliaia di immigrati necessari alle attività produttive del paese, e richiesti da confindustria, dall’agricoltura, etc. Si può cercare di nascondere le regolarizzazioni, ma le bugie hanno le gambe corte e si rischia sempre di essere superati da altri populisti come Vannacci, che ancora non si sono confrontati con le necessità di governo.

Il vantaggio dei populisti sui partiti tradizionali sta nella disinvoltura con la quale si possono semplificare problemi complessi e propagandare soluzioni irrealistiche; inoltre avendo scelto un problema che per almeno uno dei suoi aspetti è noto all’elettorato, il partito populista ha buon gioco nell’accusare i partiti tradizionali di essersi allontanati dai problemi della gente. Infatti la “gente” vede la criminalità spicciola, alla quale partecipa anche una minoranza degli immigrati, ma non vede il problema demografico: un paese come l’Italia nel quale va in pensione una coorte di lavoratori nata negli anni ‘60 del novecento, quando nascevano 800.000 bambini ogni anno, e si affaccia sul mondo del lavoro una coorte nata nel 2000 quando nascevano 400.000 bambini ogni anno deve rimpiazzare i lavoratori e pagare le pensioni, e gli immigrati partecipano a risolvere questi problemi.

La realtà distrugge impietosamente le fandonie dei populisti: Trump, un altro populista di estrema destra, aveva promesso di risolvere la guerra in Ucraina in 24 ore, poi diventate due settimane. Dopo quasi due anni, e tentativi di ingraziarsi Putin in tutti i modi, la guerra continua come prima, e smonta un’altra fandonia, quella della guerra per procura della NATO contro la Russia: il più grande e più armato paese della NATO, gli USA di Trump ha voluto e inseguito la pace in tutti i modi, non la guerra, e non l’ha ottenuta. Salvini, Conte, l’AfD e chi più ne ha più ne metta, che insistono sulla soluzione negoziale senza neppure un briciolo del potere di Trump, semplicemente propinano fandonie ad un elettorato che giustamente teme la guerra. Perché, parliamoci chiaro, la guerra, specialmente contro una potenza nucleare, non la vuole nessuno; ma scongiurarla non sembra così facile.

L’elettore che vota FI o FN o AfD sa benissimo che questi sono partiti retrogradi e se ne vergogna; si giustifica attribuendo la colpa del suo voto alla sinistra, che non farebbe abbastanza per il popolo; ma i problemi sociali richiedono con soluzioni complesse, spesso incomplete e costose. Trump, Vannacci Salvini, Meloni o AfD non hanno soluzioni, le millantano; votarli significa accettare di farsi imbrogliare.

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