I finanzieri sono entrati nella sua casa, nel suo studio e negli uffici del consiglio regionale della Campania per compiere delle perquisizioni, e gli hanno sequestrato carte e alcuni personal computer. L’accusa per il capogruppo regionale dell’Udeur Ugo De Flaviis, oggi in maggioranza col Pdl di Stefano Caldoro, ma in un recente passato assessore all’Ambiente nella prima giunta campana del Pd Antonio Bassolino, è di corruzione e abuso d’ufficio. Nel mirino degli inquirenti c’è l’assunzione della ex cognata del politico in una società informatica, la Input Data srl, che ha avuto rapporti con la pubblica amministrazione. L’inchiesta è condotta dal pm di Napoli Giancarlo Novelli.

Il decreto di perquisizione a firma di Novelli ha sollecitato la Gdf a cercare documentazione relativa ai rapporti tra il consigliere regionale mastelliano e i componenti della famiglia Brigante, che gestisce la Input Data, specializzata nell’elaborazione dati e nella produzione di software, e ai rapporti con l’amministratore di fatto della Input, Mazio Sergio, che secondo il pm erano anche “finalizzati a favorire l’assunzione di Del Genio Elisabetta”, la ex cognata di De Flaviis.

I finanzieri inoltre sono stati mandati a caccia di documenti e prove relative “ai rapporti con gli attuali amministratori dell’Arpac Multiservizi srl, società rispetto alla quale De Flaviis – sostiene il pm – esercita poteri di interferenza non riconducibili al suo ruolo di consigliere regionale”. Fino a poco tempo fa De Flaviis è stato componente del Cda di questa azienda a partecipazione regionale. Secondo alcune fonti legali, il nome di De Flaviis sarebbe emerso nelle conversazioni telefoniche tra altri indagati dell’inchiesta. Conversazioni intercettate dalla Procura, che facevano riferimento all’assunzione dell’ex cognata.