Dopo il lunedì nero, ancora una seduta nervosa per le Borse europee in attesa del cosiddetto vertice salva-euro di giovedì e venerdì, il ventesimo dall’inizio della crisi dei debiti sovrani nel 2010, mentre la febbre sul mercato dei titoli di Stato continua a salire.

Le aste di oggi di Italia e Spagna hanno infatti visto una forte crescita dei costi che devono sostenere Roma e Madrid per finanziarsi e lo spread dei due Paesi ha chiuso la giornata in volata, rispettivamente a 465 e 530 punti base. Il tasso sul Btp decennale supera la soglia psicologica del 6% attestandosi al 6,15%, mentre quello dei bonos è al 6,79%.

“Al vertice del 28 e 29 ci giochiamo non solo l’Euro ma anche il nostro futuro”, ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, aggiungendo di essere “terrorizzato da una caduta dell’euro perché significherebbe riportare indietro di qualche decennio il livello di vita in Europa”.

Dall’altra sponda dell’Atlantico la Casa Bianca fa sentire la sua voce sottolineando che il Consiglio europeo di questa settimana deve rappresentare una “pietra miliare” per risolvere la crisi. Ma la Cancelliera Angela Merkel sembra gelare tutte le speranze, esprimendo la propria perplessità sul piano di riforma dell’Ue presentato oggi dal presidente del consiglio europeo Herman van Rompuy. Per la leader tedesca il documento formulerebbe una troppo rapida condivisione delle responsabilità sui debiti pubblici. Secondo indiscrezioni di stampa, durante un incontro con i parlamentari del partito liberale Fdp, avrebbe persino dichiarato “Niente eurobond, finché vivrò”.

Domani si vedrà la reazione dei mercati davanti all’ennesima bocciatura degli eurobond da parte della Merkel. Intanto oggi Milano e Madrid sono ancora una volta risultate le piazze peggiori con ribassi rispettivamente dell’1,11% e dell’1,44%. Hanno retto invece le altre Borse del Vecchio Continente. Londra cede lo 0,07%, Parigi lo 0,30% mentre Francoforte guadagna lo 0,07%.

Nell’asta odierna il Tesoro ha venduto Ctz maggio 2014 per 2,99 miliardi di euro contro un obiettivo massimo di 3 miliardi, ma ha dovuto offrire rendimenti più alti, a fronte di una domanda stabile. Il tasso è salito al 4,712% dal 4,037% dell’asta di maggio. Via XX Settembre ha anche collocato Btp indicizzati all’inflazione per 916 milioni di euro, con scadenza 2016 e 2026. Il rendimento del Btp 2016 si è attestato al 5,2% e quello del Btp 2026 al 5,29%. E domani si replica con un’asta di Bot a 6 mesi fino a 9 miliardi.

Contemporaneamente Madrid per collocare titoli di Stato a 3 e 6 mesi, per complessivi 3,08 miliardi di euro, ha dovuto pagare tassi molto più alti. Sul trimestrale il rendimento medio è volato al 2,362% dallo 0,846% offerto a maggio e sul semestrale il tasso è salito al 3,237% dall’1,737%, entrambi ai massimi da novembre scorso.