Quella del 2012 doveva essere una maturità all’insegna del merito. Con 30 milioni di euro in borse di studio da assegnare agli studenti più bravi. Ma il progetto annunciato dall’ex ministro Mariastella Gelmini è rimasto sulla carta. La novità per il momento è stata accantonata, complice anche il cambio che ha portato al vertice del dicastero dell’Istruzione Francesco Profumo. E così, mentre il nuovo pacchetto pensato dal neo responsabile per introdurre misure per premiare i migliori non è stato ancora discusso in consiglio dei ministri, per ora agli studenti non resta che puntare alla lode, che però quest’anno è quasi impossibile da raggiungere.

In una nota del ministero datata 11 settembre si leggeva: “Dal prossimo anno scolastico gli studenti che hanno sostenuto l’esame di Stato avranno la possibilità di affrontare un ulteriore test nazionale che metterà in palio borse di studio da 10mila euro, per un totale di 30 milioni. La partecipazione alle prove sarà volontaria, ma potranno essere sostenute solo dagli studenti che conseguiranno alla maturità un punteggio di almeno 80/100”. Il ministero si spingeva più in là, delineando alcune caratteristiche dei nuovi test: “Saranno elaborati dall’Invalsi e non valuteranno la preparazione strettamente scolastica degli studenti ma le competenze di base, dalla comprensione del testo alla logica”.

Il nuovo progetto doveva essere gestito dalla Fonazione per il merito, un organismo istituito dal decreto sviluppo approvato dal governo Berlusconi nel maggio 2011, con membri fondatori il ministero dell’Istruzione e quello dell’Economia. Una fondazione per cui è già stata autorizzata dal precedente esecutivo una spesa di 10 milioni di euro per il 2011 e di un milione all’anno a partire dal 2012. Da qui, nelle intenzioni della Gelmini, si sarebbe partiti per arrivare, grazie anche ai fondi europei e al contributo di privati, ai 30 milioni di euro da distribuire agli studenti più meritevoli. E a ulteriori somme da utilizzare per prestiti agevolati agli iscritti alle università.

Ma di prestiti e borse di studio non se n’è più fatto nulla. Così come della Fondazione per il merito, visto che non è più stato approvato lo statuto e il consiglio di amministrazione non è stato ancora nominato. Dal ministero dell’Economia fanno sapere che nelle prossime settimane saranno poste le firme necessarie e da allora la nuova organizzazione sarà operativa. Per ora, però, il merito targato Gelmini è rimasto al palo. Così come quello voluto da Profumo. La bozza del suo ‘pacchetto merito’ è iniziata a circolare a fine maggio. Tra le altre cose, è prevista a partire dall’anno prossimo la nascita della figura dello ‘studente dell’anno’, scelto da ogni scuola tra quelli che hanno ottenuto i voti più alti alla maturità, magari centrando la lode. I migliori si aggiudicherebbero una borsa di studio, una riduzione del 30 per cento delle tasse del primo anno di università e la tessera ‘IoMerito’ per avere sconti per musei, mostre e mezzi pubblici.

Il provvedimento sarebbe dovuto arrivare in consiglio dei ministri già all’inizio di giugno. Ma le anticipazioni delle nuove norme hanno scatenato diverse polemiche. Molto critico il Pd: gli esponenti democratici hanno parlato di visione troppo elitaria della scuola e Giuseppe Fioroni, ex ministro dell’Istruzione, ha indicato altre priorità rispetto al merito: “Dovremmo occuparci innanzitutto della grande dispersione scolastica e migliorare le competenze dei nostri studenti, oggi sotto la media Ocse”. Niente borse di studio quest’anno, quindi. E nulla di certe su quelle future. Così agli studenti che il 20 giugno affronteranno la prima prova non resta che sperare nei 650 euro garantiti a chi raggiunge la lode. Solo che quest’anno sarà più difficile del solito aggiudicarsela, visto che è richiesta la media del 9 negli ultimi tre anni, senza voti sotto l’8 in pagella. E, come se non bastasse, un 100 pulito al termine di scritti e orali senza i punti bonus a disposizione della commissione.

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