La Radio Vaticana cambia radicalmente le sue modalità di trasmissione, grazie in particolare alla diffusione via web e al rilancio del segnale da parte di radio locali e regionali in tutto il mondo, e in conseguenza di ciò ridurrà drasticamente le emissioni elettromagnetiche del suo centro di Santa Maria di Galeria, nell’area nord ovest di Roma. La “rivoluzione” è stata annunciata oggi dal direttore generale padre Federico Lombardi: dal primo luglio termineranno infatti dal centro di Santa Maria di Galeria tutte le trasmissioni in onde medie e quelle in onde corte verso la maggior parte di Europa e Americhe. Come noto il rischio di esposizione alle onde elettromagnetiche è da tempo al centro delle proteste dei residenti di Cesano, un centro abitato vicino all’area in cui si trovano le antenne. Il dimezzamento delle ore di trasmissione, e quindi il minor consumo di energia, tra l’altro, consentirà quest’anno alla Radio Vaticana anche un risparmio di alcune centinaia di migliaia di euro.

“I programmi radiofonici in circa 40 lingue della Radio Vaticana – ricevuti via satellite o via internet – sono oggi ritrasmessi da un migliaio di radio locali o regionali in Fm e Om in circa 80 Paesi dei cinque continenti. Essi sono inoltre accessibili live su cinque canali web e on demand e in podcast in ogni punto del mondo da cui ci si possa connettere al sito della Radio Vaticana”, ha spiegato padre Lombardi. Tenuto conto della vasta accessibilità dei suoi servizi tramite le ritrasmissioni radio locali, regionali o nazionali, e tramite il web e alcuni canali satellitari, quindi, “la Radio Vaticana ritiene che sia giunto il tempo in cui sia possibile ridurre l’impegno delle trasmissioni con le tecnologie tradizionali delle onde corte e delle onde medie, trasferendo così risorse in nuove direzioni”. Perciò dal prossimo primo luglio verranno terminate dal centro trasmittente di Santa Maria di Galeria tutte le trasmissioni in onde medie e quelle in onde corte verso la maggior parte dell’Europa e delle Americhe, “che sono appunto – ha sottolineato Lombardi – le regioni del mondo in cui la copertura da parte delle ritrasmissioni radio e l’accesso tramite Internet sono ormai le vie di gran lunga preponderanti per fruire dei servizi della Radio Vaticana”.

Il taglio riguarda circa la metà dei tempi di trasmissione da Santa Maria di Galeria, dove si avvia lo studio per la ristrutturazione del Centro trasmittente in funzione delle nuove tecnologie di comunicazione: si pensa già allo sviluppo di tecnologie di telecomunicazione satellitare “al servizio del Vaticano”. Nei prossimi anni, poi, si prevedono ulteriori riduzioni delle trasmissioni in onde corte, “tenendo però sempre presente il dovere di servire con particolare attenzione quelle aree e popolazioni più povere o in situazioni di difficoltà (in particolare in Africa, nel Medio Oriente o in Asia), che non hanno altre vie alternative per ricevere capillarmente la voce del Papa e della Chiesa”.

Con il cambio di tecnologie, e diminuendo le trasmissioni della metà, nel centro di Santa Maria di Galeria va a ridursi drasticamente il problema dell’elettrosmog, e delle onde nocive accusate di provocare leucemie, linfomi e mielomi, in passato al centro di proteste dei residenti, petizioni, procedimenti giudiziari. “L’annuncio del taglio delle trasmissioni in onde corte e medie, grazie all’utilizzo del web, nel centro della Radio Vaticana di Santa Maria di Galeria, segna per gli abitanti della zona la fine delle preoccupazioni per eventuali conseguenze nocive alla salute dovute al presunto inquinamento elettromagnetico e testimonia, da parte della Santa Sede, grande attenzione per il popolo romano e per l’ambiente”, ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

“Dal 2001 rispettavamo pienamente la normativa italiana, che è la più restrittiva in materia – ha osservato da parte sua Lombardi – Già non facevamo alcun danno, ma ora ci saranno anche meno onde radio”. Quando in passato si era posto il problema dell’eventuale delocalizzazione delle antenne, la Radio Vaticana aveva sempre rilevato che “il problema ha una sua soluzione interna: col tempo il tipo di tecnologia in uso ha una sua parabola discendente – ha rimarcato Lombardi – Non ha quindi senso mettere altri centri quando quella tecnologia prima o poi diventerà obsoleta”.

Quanto comunicato dalla Santa Sede, tuttavia, secondo il Codacons è un’ammissione di colpa, peraltro dopo anni di polemiche: “La decisione di Radio Vaticana di ridurre le emissioni radio attraverso il taglio delle trasmissioni in onde medie e corte non soddisfa affatto il Codacons, che ritiene tale provvedimento tardivo, oltre che una ammissione di colpa da parte dell’emittente” scrive in una nota l’associazione dei consumatori. Il Codacons, che nella vicenda giudiziaria che vede coinvolta Radio Vaticana è parte civile, “depositerà l’annuncio odierno relativo al taglio delle onde medie e corte alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di metterlo agli atti come prova dell’abnorme emissione di onde elettromagnetiche ad opera delle antenne di S. Maria di Galeria”. “Le onde andavano tagliate già molti anni fa, prima che i residenti di S. Maria di Galeria si ammalassero e morissero di leucemie e tumori – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – L’annuncio di Radio Vaticana non solo sembra fumo negli occhi, ma potrebbe addirittura rappresentare una prova di colpevolezza a carico dell’emittente, dal momento che dimostra come le emissioni elettromagnetiche fossero ingenti ed eccessive”.