Solo sei mesi fa la nascita, ieri già la “morte”. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha terminato ieri la sua attività. Il garante Vincenzo Spadafora, che ieri è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia, non ha potuto fare altro che comunicarlo. “L’Authority si trova in una situazione di stop forzato – ha detto – non può più operare. A distanza di tempo dalla nomina non abbiamo ancora gli strumenti previsti dalla legge per poter svolgere le nostre funzioni.  Abbiamo già incontrato decine di associazioni e raccolto le segnalazioni di molti cittadini, ma sono passati sei mesi e non è più possibile per noi affidarci esclusivamente alla nostra motivazione. Questa situazione non è più sostenibile. La nostra è un’Authority che non può autodotarsi di un regolamento, questo comporta la mancanza di garanzie per un’indipendenza ed un’autonomia organizzativa che le altre Authority hanno”. Alessandra Mussolini, che ha presieduto la Commissione, si è detta decisa a formare una delegazione che porti il prima possibile all’attenzione del presidente della Camera e del presidente del Senato, la richiesta di sbloccare questa difficile situazione. 

In campo è scesa anche l’Unicef.“Non lasciamo il Garante per l’infanzia privo della possibilità di agire – dice il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera  -. Lo stesso Comitato Onu sui diritti dell’infanzia ha raccomandato all’Italia di assicurare le condizioni che permettano al Garante di agire in modo autonomo, indipendente ed efficace, come previsto dalle indicazioni internazionali, recepite dalla stessa legge che ha istituito il Garante nel nostro paese. Chiediamo al Governo e al Parlamento di compiere tutti gli atti necessari a tal fine”.