“A Parma non voterei Grillo perandare contro la sinistra”. Lo afferma il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl) in un’intervista al Corriere della Sera in cui per i ballottaggi invita gli elettori del Pdl “ad andare a votare, come dappertutto, ma avendo come criterio la scelta del candidato migliore e più credibile”.

“Ho sentito dire che qualcuno ha fatto un parallelo tra l’ascesa di Beppe Grillo e la nascita di Forza Italia nel ’94 – dice Lupi – Beh, non sono d’accordo: non c’è nulla di così distante da noi del movimento delle Cinque stelle”.

Lupi non “demonizza” Beppe Grillo ma afferma che il suo movimento “monta sull’antipolitica, parlando alla pancia”, mentre “Forza Italia parlava alla società civile, sollecitando un programma responsabile, liberale e cattolico”.

Diversa opinione per i candidati centristi Musso a Genova e De Matteis all’Aquila. Per loro Lupi voterebbe “convintamente”. Entrambi, spiega, “erano candidati di cui abbiamo discusso più volte e che solo la divisione dell’area moderata ha fatto sì che si arrivasse a non sostenere. La divisione dei moderati – aggiunge – è una delle cause di questi risultati elettorali. Dopo i ballottaggi dovremo rilanciare con forza il nuovo Pdl, con una proposta che possa unire non solo i moderati”.

A Palermo invece sarebbe “veramente imbarazzato”: Orlando è “imbarazzante, assolutamente non mi piace. Non voterei mai per lui, è lontanissimo dalla nostra idea di politica”.

Il dato allarmante per Lupi resta l’astensionismo: “il 36% degli elettori Pdl non è andato a votare. Per questo faccio un appello, ad andare alle urne. Ai tanti ballottaggi dove siamo in gioco – da Monza a Como a Frosinone a Trani – ma non solo”.