Il consiglio comunale di Imperia, ha sfiduciato l’amministrazione comunale. Si sono dimessi 28 consiglieri con una decisione bipartisan: sono esponenti di Pd, Pdl, Sel e Rifondazione Comunista. Paolo Strescino, l’ormai ex sindaco della città dell’ex ministro Scajola, è stato al centro delle polemiche che hanno travolto la sua giunta in seguito all’inchiesta giudiziaria sul porto cittadino. Il 28 aprile scorso aveva lasciato il Pdl, auto sospendendosi, perché “una parte del Pdl provinciale non corrisponde più a quella che è la mia idea di centrodestra. Con alcune persone non intendo più condividere un percorso né politico né tanto meno amministrativo”. Poi però aveva aggiunto: “Ma se tutto va come deve andare, traghetterò la città fino a settembre. Poi darò le dimissioni”. Strescino aveva anche azzerato la giunta e nominato una giunta con 5 assessori-tecnici. Prima delle intenzioni di Strescino di lasciare, però, è arrivato il consiglio comunale. 

Si è chiusa così la lunga e travagliata crisi politica cittadina, che è iniziata il 5 marzo scorso con il blitz di polizia postale e guardia di finanza sul porto di Imperia. In carcere sono finiti in quattro, mentre vi sono altri 11 indagati a piede libero per truffa aggravata ai danni dello stato. L’inchiesta coordinata dal pm Maria Antonia Di Lazzaro, ha visto scattare le manette anche ai polsi dell’ingegnere Francesco Bellavista Caltagirone.

I guai di Caltagirone – La misura di custodia cautelare nei confronti dell’imprenditore a capo della Acqua Marcia, chiesta dal pm di Imperia Lazzaro è stata emessa per truffa aggravata ai danni dello Stato, nell’ambito dell’inchiesta, avviata nell’ottobre del 2010, sulla costruzione del nuovo porto turistico di Imperia. Misura cautelare anche nei confronti dell’ex direttore della Porto di Imperia spa, Carlo Conti, per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato. Risultano indagati a piede libero anche Paolo Calzia, che all’epoca dei fatti contestati era direttore generale del Comune di Imperia, Delia Merlonghi, legale rappresentante della società di Caltagirone, e Domenico Gandolfo, ex direttore della Porto di Imperia.

Il portoSi tratta di un’opera faraonica: 1.440 posti barca più 117 appartamenti. Il tutto realizzato dall’Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, noto anche per aver partecipato alla cordata Alitalia sponsorizzata dal Governo. L’Acquamare detiene il 33 per cento della società Porto di Imperia spa, un altro terzo è del Comune di Imperia, l’ultima fetta è in mano a imprenditori locali tra cui risultava anche Pietro Isnardi, consuocero di Alessandro Scajola, fratello dell’ex ministro, ma soprattutto suocero di Marco Scajola, che ha anche ricoperto il ruolo di vicesindaco della città (2010).