20mila tra cani e gatti randagi uccisi a bastonate, fucilati e avvelenati. Questo il bilancio verosimile, probabilmente per difetto, del massacro di quadrupedi avvenuto in Ucraina da diversi mesi a questa parte per rendere le città dell’ex repubblica sovietica “presentabili” in vista degli Europei di Calcio dell’estate 2012.

Per questo l’eurodeputato dell’Idv Andrea Zanoni, e il fotoreporter Andrea Cisternino, hanno deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sul tema attraverso un ciclo di quattro conferenze intitolate Il pallone che uccide che ieri sera ha visto la sua ultima tappa da “tutto esaurito” allo Zanhotel di Bologna, dopo Mestre, Trento e Udine.

E mentre Cisternino sta documentando da diversi mesi con fotografie e video gli orrori ucraini, vivendo in Ucraina e lavorando a stretto contatto con le associazioni di volontariato del luogo, Zanoni ha appena presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere che l’Ue usi tutto il suo peso diplomatico per spingere le autorità ucraine a fermare queste uccisioni: “Mi rifaccio all’articolo 19 del trattato di Lisbona dove è scritto che gli animali sono esseri senzienti e tutelati dalla legge dell’uomo”, spiega l’eurodeputato ambientalista, “La domanda che pongo è questa: in che modo e in che quantità l’Unione Europea sta finanziando l’Uefa? Dunque, quanto noi cittadini stiamo direttamente contribuendo a tutta una serie di tragici eventi che comportano questa strage di cani?”.

Zanoni ha anche scritto personalmente al presidente ucraino Victor Yanokovych e al Premier Mykola Azarov per chiedere un intervento deciso e immediato di stop alle barbare uccisioni di massa: “Con altri 21 colleghi del Parlamento Europeo abbiamo chiesto a Yanokovych di bloccare il massacro. E soprattutto di intervenire concretamente costruendo rifugi per cani, sterilizzandoli e effettuando microchippature. Ci sono associazioni di volontari che stanno lavorando sul territorio da mesi. I fondi dell’Uefa dovrebbero essere usati per questo non per uccidere gli animali”.

“I fondi statali stanziati per sterilizzare i cani vengono rubati”, ha spiegato il fotoreporter Cisternino, che è anche delegato dell’associazione Oipa “Nel novembre scorso l’Uefa e il ministro dell’Ambiente ucraino hanno promesso che le uccisioni sarebbero finite. Anzi, l’Uefa disse di aver donato soldi per sterilizzare i cani e costruire canili in tutto il Paese. Ma nei giorni successivi non è cambiato niente e i volontari che lavorano sul campo non hanno ricevuto nemmeno un euro”. Anzi, i denari provenienti dall’Europa non avrebbero fatto altro che aumentare la fretta di fare fuori cani e gatti innescando una spirale che ha portato anche piccoli gruppi di cittadini a farsi giustizia sommaria in strada con mezzi improvvisati.

“In una città come Leopoli non ci sono praticamente più cani”, continua Cisternino, “Io ho documentato sulla mia pagina Facebook le uccisioni, le fosse comuni, i forni crematori ambulanti. Tutto avviene alla luce del sole, in mezzo alla strada. In un’indifferenza che fino a poco tempo fa sembrava totale. Ora però l’opinione pubblica ucraina sembra sensibile all’argomento e i volontari per porre fine al massacro si stanno moltiplicando”.

La protesta era montata in rete tanto da portare ad un appello per boicottare gli Europei 2012 evitando la visione dei match calcistici in tv: “A parte che io non seguo il calcio, ma dobbiamo agire ora. Quando ci saranno le partite la strage di cani e gatti si sarà già tragicamente esaurita”, conclude Zanoni, “La Ue sta premendo sul governo ucraino e tutti possiamo dare una mano aiutando le associazioni di volontari che lavorano sul campo”.

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