Mentre è confermata la presenza degli Stadio, il gruppo storico che ha accompagnato Lucio Dalla e Vasco Rossi e che – tra lo stupore dei fan – che si esibiranno sabato al Palacongressi di Rimini con un concerto gratuito, arriva la prima defezione nella lista degli ospiti alla Gran Loggia 2012 del Grande Oriente d’Italia. È quella di Gianni Vattimo, il filosofo ed eurodeputato dell’Italia dei Valori che, da programma, avrebbe dovuto intervenire sabato pomeriggio all’interno del dibattito “Laici e costruttori, cittadini di un nuovo tempo”, moderato da Alessandro Cecchi Paone – massone dichiarato – e a cui partecipano tra gli altri anche il giornalista Oscar Giannino e il filosofo Giulio Giorello.

Ma Vattimo – che per la prima volta aveva accettato un invito di esplicita matrice massonica per confrontarsi sui temi della laicità, vincendo la “’tentazione immediata del rifiuto che mi ispirava la mia educazione cattolica” – ha osservato la situazione politica nazionale e ci ha ripensato. “D’ora in poi”, dice, “andrò solo agli eventi della Fiom e non a quelli del Goi”. Fuor di battuta, ma neanche più di tanto, cuore della sua rimostranza è che la “massoneria rappresenta solo la classe dirigente del Paese”. E in una lettera che l’europarlamentare ha indirizzato ai “cari amici massoni”, spiega più approfonditamente le ragioni del suo forfait.

“Se preferite, e disturba meno”, scrive Gianni Vattimo, “attribuitelo a una ricaduta di influenza. In realtà, soprattutto dopo gli ultimi sviluppi politici, non mi sento di partecipare a un talk show così bipartisan perché ormai diffido di tutto ciò che si presenta sotto questa luce. Lo direi anche se dovessi partecipare a un’assemblea organizzata dal Vaticano o, peggio, da Comunione e Liberazione”.

Poi, poco più avanti, aggiunge: “Non c’è in questa decisione alcun sentimento anti massonico; semmai anti classe dirigente di ogni tipo, e credo non mi contesterete che la massoneria è molto più classe dirigente che classe subordinata nel nostro Paese e non solo qui […]. Decido così anche per rispettare le ragioni ‘umanistiche’ della vostra riunione, che io credo di poter promuovere solo stando, politicamente, dalla parte dei più deboli”.

Oscar Giannino, a fronte del ripensamento di Vattimo sul dibattito che li avrebbe dovuti vedere entrambi ospiti, commenta dicendo a ilfattoquotidiano.it che “la sua reazione la capisco benissimo, è coerente alle sue convinzioni. L’unica cosa che mi sento di dire è che, per come conosco il Goi, questo è un mondo che eviterei di identificare con le classi dirigenti. È un fatto che all’interno siano rappresentate alcune tipologie professionali elevate, però negli anni ho incontrato tantissimi artigiani, commercianti, titolari di partite Iva sotto i 40 anni e il cui volume di fatturato può attestarsi tra i 25 e i 35 mila euro lordi. Dunque è una stratigrafia di redditi che non ha a che vedere con le classi dirigenti”.

Secondo Giannino, che dice di non essere un affiliato per quanto abbia respirato la massoneria prima in famiglia e poi negli anni del Partito Repubblicano, i motivi che avvicinano questa fascia di persone sono di tipo culturale. Ma non sarà che cercano anche di intessere legami in vista di una sperata ascesa sociale? “È un fatto da tener presente ed è innegabile”, risponde, “che esista nelle diverse massonerie italiane una componente che porta alla costruzione di relazioni che consentano un miglioramento della propria condizione. È altrettanto vero che la componente culturale è molto forte”.

E in merito invece alle affermazioni del gran maestro uscente Gustavo Raffi, secondo il quale le liste degli affiliati non vengono rese pubbliche per “evitare discriminazioni e clientelismo” ai danni degli iscritti, Giannino dà ragione al leader del Goi solo in prospettiva storica, riferendosi al ventennio fascista e all’ostilità della Chiesa. Ma per quanto riguarda l’oggi, dopo l’esperienza della P2 e di Licio Gelli con il suo tentativo di occupare lo Stato e le responsabilità in malversazioni politico-economiche e terroristiche, Giannino afferma: “Anelerei a una società italiana in cui si andasse il più possibile alla totale apertura. Per metterci alle spalle tutte le diffidenze, dovremmo muoverci in una casa di vetro e quindi il giorno in cui avvenisse questo sarebbe un vantaggio per tutti”.

Filosofi e giornalisti a parte, ha stupito la presenza degli Stadio. Segreto – e visto che di massoneria si tratta la riservatezza è di casa – la cifra dell’ingaggio. Sulla pagina del fan club ufficiale del gruppo c’è chi si chiede perché il concerto non è pubblicizzato e comunque non è chiaro nell’ambito di quale manifestazione sia. Qualcuno  – sempre a leggere la pagina – si informa meglio, ma neppure capisce cosa sia il Goi, forse un gruppo religioso, azzarda uno in un commento. Quello che è certo è che il concerto sarà gratis, ma l’ingresso limitato al numero dei posti. In caso di tutto esaurito ha la precedenza chi arriva prima.

Gli Stadio sono uno dei gruppi più longevi in Italia. Si unirono dopo aver accompagnato Dalla e De Gregori nel tour Banana Republic. Il leader indiscusso è Gaetano Gurreri, amico da sempre di Dalla tanto che, pochi giorni dalla morte di Lucio, ha presentato a suo nome un’istanza – accolta dal tribunale – per chiedere che venisse nominato subito un curatore patrimoniale. Disse di averlo fatto per amicizia nei confronti di Lucio. Istanza che è servita a fare una sorta di censimento dei beni del cantautore bolognese e che virtualmente sono stati blindati: fino al termine del lavoro tutto quello che ha lasciato Dalla in eredità  sarà intoccabile.