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Quanta diossina c’è nel latte materno?

Il latte materno è sempre più minacciato di contaminazione da agenti tossici ambientali, tra i quali diossine, policlorobifenili, pesticidi, metalli pesanti e altri agenti. A lanciare l’allarme sono le numerose associazioni di medici e genitori riunite nella Campagna Nazionale in Difesa del Latte Materno dai contaminanti ambientali, che verrà presentata il 19 marzo alle ore 16 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma.

“Il latte materno è un bene comune di inestimabile valore, il primo dono d’amore che un piccolo riceve nella vita”, scrivono i promotori dell’iniziativa. Questa prima ed insostituibile fonte di nutrimento è “fonte di benessere e salute per la mamma e per il bambino”, ma anche “per la società e per l’ambiente”, che “mai come oggi, al pari di altri beni comuni, è minacciato dal profitto e dall’inquinamento”.

L’obiettivo principale è quello di proteggere l’infanzia dai danni derivanti dall’inquinamento ambientale, a partire da quelli contenuti nel latte della propria madre: “Sappiamo da una crescente ed autorevole letteratura scientifica che l’esposizione ad agenti inquinanti avviene già in utero (o addirittura attraverso le cellule germinali) e che questo può condizionare lo stato di salute non solo nell’infanzia ma anche nell’età adulta, con possibilità di trasmissione transgenerazionale dei danni”, fanno presente in un comunicato le dottoresse Patrizia Gentilini e Paola Negri. Il latte materno, indicatore molto attendibile dello stato dell’ambiente di vita della madre, deve essere quindi “preservato dai contaminanti ambientali”.

La prima richiesta della campagna riguarda il biomonitoraggio a campione del latte materno, mai eseguito nel nostro Paese. La seconda, invece, la ratifica della Convenzione di Stoccolma. Quest’ultima, sottoscritta nel 2001 ed entrata in vigore nel 2004, prevedeva il divieto di produrre ed immettere in ambiente 12 PoP’s (Persistent Organic Pollutant’s), agenti inquinanti tossici e persistenti, fra cui le diossine. Oggi sono 151 gli Stati che hanno ratificato la Convenzione, inclusi tutti quelli europei. O meglio, quasi tutti: all’appello manca infatti l’Italia.

Durante l’incontro verranno illustrati i principali punti della Campagna: dalla necessità di maggiore controllo degli impianti inquinanti, all’urgenza di superare pratiche evitabili ed altamente inquinanti quali l’incenerimento di rifiuti, fino a consigli pratici alle madri.

Di Andrea Bertaglio


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