Il ministro della Giustizia Paola Severino vive da anni in una splendida villa, tre piani con parco e piscina, immersa nel verde di una zona tra le più belle di Roma, poco distante dall’Appia Antica. Un professionista del suo livello, per molti anni avvocato di grido con clienti di gran fama, può di sicuro permettersi una casa così importante. Non per niente, come risulta dalla dichiarazione depositata martedì sera, il reddito del Guardasigilli nel 2010 ha superato i 7 milioni. La sorpresa però è un’altra: l’immobile dove risiede il ministro non compare nella sua scheda personale. Anzi, secondo quanto si legge nel documento disponibile on line, la residenza anagrafica di Paola Severino si trova a un indirizzo diverso da quello della villa. Possibile? Forse il ministro è in affitto? Forse ha cambiato casa di recente? Le carte che il Fatto Quotidiano ha potuto consultare raccontano una storia diversa. La villa nella zona dell’Appia Antica risulta intestata a una società semplice, la Sedibel. Le quote di quest’ultima appartengono per il 90% al ministro e per il restante 10% alla figlia Eleonora Di Benedetto, anche lei avvocato nello studio legale gestito fino a tre mesi fa dalla madre. Questa è la situazione così come viene descritta dai documenti ufficiali.

Riassumendo: la villa è di proprietà di Paola Severino, perché è lei la titolare della società a cui l’immobile è intestato. Né la villa né la società compaiono però nella cosiddetta scheda trasparenza presentata martedì dal nuovo responsabile della Giustizia. Ieri sera il Fatto ha interpellato la portavoce del ministro. Niente di fatto. Non abbiamo ricevuto alcuna spiegazione di questa singolare omissione. Alla voce “quote e azioni societarie” della sua dichiarazione il ministro ha invece segnalato un pacchetto di titoli Generali, per un valore di circa 50 mila euro, e la piccola partecipazione, 1,2% per un valore nominale di 500 mila euro, nel Gruppo bancario mediterraneo. Un investimento, quest’ultimo, che finora non ha dato grandi soddisfazioni, visto che il piccolo istituto di credito ha da anni i conti in rosso, come il Fatto ha raccontato in un articolo di pochi giorni fa. Con la villa romana si viaggia su cifre ben superiori. La lussuosa dimora del ministro è iscritta nello stato patrimoniale della Sedibel per una valore di 7,5 milioni di euro. Questa però è una semplice valutazione contabile che risale al 2006, data dell’ultimo bilancio depositato. Il prezzo di mercato, secondo alcune fonti interpellate dal Fatto, potrebbe sfiorare i 10 milioni.

La villa che ora appartiene al ministro Severino era già salita agli onori delle cronache più di trent’anni fa. All’epoca apparteneva al grande giurista Rosario Nicolò, che nel 1977 fu rapito da una banda di malviventi calabresi proprio all’ingresso del parco di casa sua. Nicolò, preside della facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma dal 1967 al 1980 e consulente di grandi imprese, fu liberato dopo 37 giorni di prigionia. Severino nel 2005 comprò la villa da Angela e Francesco Nicolò, i due eredi del professore scomparso nel 1987. Da sette anni, quindi, la casa risulta intestata alla Sedibel. Passa il tempo e le carte della società non segnalano novità di rilievo. Tutto tranquillo, solo ordinaria amministrazione fino a un paio di mesi fa, quando si registra un cambio al vertice. Paola Severino, socio amministratore della Sedibel, passa il testimone alla figlia Eleonora. Il 90 % delle quote restano però di proprietà del Guardasigilli.

Il cambio in corsa risale al 25 novembre scorso, pochi giorni dopo il giuramento del governo Monti, il 16 novembre. In quello stesso 25 novembre, le carte ufficiali registrano un’altra operazione in famiglia per il neoministro. Questa volta la compravendita riguarda le azioni della Sedi services srl. Il 60% del capitale di questa società viene ceduto dal Guardasigilli. Chi compra? Il 20% passa alla figlia, che possedeva un altro 40%. Il restante 40% della Sedi viene acquistato da Paolo Di Benedetto, marito di Paola Severino. Con questa doppia transazione, registrata nello studio del notaio Mario Fea, il ministro ha quindi girato il controllo della società ai suoi due famigliari. Ma di che cosa si occupa la Sedi? Dal bilancio risulta che la società, nei primi mesi del 2011, ha preso in leasing un ufficio a Milano per un valore di 1,4 milioni. Acqua passata ormai per il ministro che ha venduto le sue quote. Lo stesso non si può dire per la lussuosa villa romana. Quella è ancora casa Severino, ma il ministro non lo ha fatto sapere agli italiani.

Da Il Fatto Quotidiano del 23/2/2012