La ‘sanatoria’ sui sottotetti pensata dalla giunta di Roberto Formigoni è saltata. Migliaia di solai e mansarde in tutta la Lombardia rischiavano di essere trasformati in alloggi da un giorno all’altro. Ma ieri, con un voto a sorpresa, la commissione Territorio del Pirellone ha detto ‘no’ all’unanimità alla norma del nuovo piano casa che avrebbe potuto trasformarsi in un condono mascherato. Con il rischio di rendere vana un’inchiesta della procura di Sondrio su presunti abusi realizzati in Alta Valtellina, dove diversi sottotetti sono stati resi abitabili in modo illegale.

Sul progetto di legge, che a marzo dovrà passare in Consiglio regionale, maggioranza e opposizione si sono confrontati per quattro mesi in commissione. Ieri è arrivata l’approvazione, con il voto favorevole di Pdl e Lega. Diciotto articoli proposti dalla giunta regionale, sulla base del decreto sviluppo del governo Berlusconi, per rilanciare il settore delle costruzioni. Attraverso bonus volumetrici legati alla riqualificazione energetica, allo sviluppo di edilizia residenziale sociale e a interventi di recupero edilizio che limitino il consumo di suolo. Ma in mezzo era finito pure un comma che prevedeva di rendere abitabili i sottotetti realizzati entro il 31 dicembre 2010, senza aspettare i cinque anni dalla costruzione dell’edificio previsti dalla legge regionale numero 12 del 2005. Una norma che Legambiente aveva definito “un condono gratuito degli abusi realizzati negli ultimi cinque anni”. E su cui Pdl e Lega sembravano non avere alcuna intenzione di cambiare idea. Fino a ieri, quando poco prima del voto finale il leghista Ugo Parolo, relatore del progetto di legge, ha proposto un emendamento abrogativo del comma sotto accusa. Emendamento votato all’unanimità.

“Probabilmente anche la giunta si è resa conto che questa norma sarebbe stata una forzatura eccessiva – commenta il consigliere del Pd Franco Mirabelli – in un momento in cui la Regione è già sotto i riflettori per vicende legate alla gestione urbanistica”. Insomma, dopo che Formigoni si è visto arrestare Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni, due suoi ex assessori, meglio non approvare un comma i cui effetti si sarebbero incrociati con l’inchiesta della procura di Sondrio. Che ha scoperto, in seguito alle ispezioni del Corpo Forestale, diversi abusi realizzati in sottotetti non abitabili venduti come alloggi nei comuni di Bormio, Valdisotto e Valfurva. Una zona dove nel settore immobiliare fa affari, pur senza essere al momento coinvolta nelle indagini, la General project & contract di Giorgio Pozzi, consigliere regionale del Pdl e presidente proprio della commissione Territorio che ha approvato il piano casa.

Il relatore Parolo nega che sulla retromarcia in extremis della maggioranza abbia influito l’inchiesta della procura di Sondrio. Parla piuttosto di una scelta concordata con l’assessore a Territorio e Urbanistica Daniele Belotti per evitare strumentalizzazioni: “Al merito è prevalsa l’opportunità – dice -. Le persone intelligenti cambiano idea”. Soddisfatto per la cancellazione della ‘sanatoria’ sui sottotetti il capogruppo in Consiglio regionale dell’Idv Stefano Zamponi, che nei giorni scorsi aveva parlato di “una norma che istiga i cittadini a delinquere”.

Restano però alcuni punti del piano casa che all’opposizione ancora non vanno giù. Come la possibilità di ampliare gli edifici alberghieri fino a 200 metri quadri e l’articolo sui piani attuativi: nei comuni con più di 15mila abitanti dovranno essere approvati e adottati dalle giunte e non più dai consigli, che così verranno tagliati fuori dalla pianificazione urbanistica. “E’ una legge che rispetto agli interessi dell’ambiente – commenta Zamponi – tiene molto in considerazione il punto di vista dei costruttori, ben rappresentati in commissione”. Non solo da Pozzi, che attraverso diverse società ha interessi immobiliari in più parti della Lombardia. Ma anche da Parolo, architetto che lavora nell’impresa edile del fratello. E dal consigliere del Pdl Mauro Parolini, ingegnere che nella sua attività da libero professionista ha come clienti i costruttori.

All’opposizione poi non piace la facoltà che, se non ci saranno modifiche in Aula, verrà lasciata alle imprese edili di costruire parcheggi interrati in deroga alle norme che limitano l’impermeabilizzazione del suolo. “Una vera e propria deregulation con pericolose conseguenze sul sistema di smaltimento delle acque piovane dei comuni – commenta Mirabelli -. Ne va della sicurezza stessa dei cittadini che vedrebbero moltiplicarsi casi di esondazione di fiumi come il Seveso”.