Dentro l’università di Bologna, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riceve la laurea ad honorem, fuori dall’Ateneo, come annunciato, le proteste. Gruppi di studenti, partiti in mattinata da piazza Verdi, hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza allestito in via de Poeti nel centro città per provare ad avvicinarsi all’aula Magna di Santa Lucia dove era in corso la cerimonia. La polizia ha risposto con alcune cariche di alleggerimento. Sono volate anche uova, frutta e ortaggi. Due manifestanti sono stati feriti, ma stanno proseguendo il corteo con il ghiaccio sulla testa e il cronista di Repubblica, Alessandro Cori, è stato colpito da alcune manganellate. Secondo i membri di Occupy Bologna “Napolitano non è la faccia pulita che tutti descrivono. Altro che Re Giorgio! Lui è il primo responsabile di un futuro segnato dalla precarietà”.

Altri manifestanti del centro sociale Tpo e del collettivo Sadir, hanno lanciato rotoli di carta igienica e alcuni sacchi della spazzatura, con scritto “laurea”, contro il cordone della Guardia di Finanza. Con un piccolo corteo, al massimo 50 persone, si sono avvicinati senza successo all’università. Prima erano stati accesi fumogeni e gridati slogan contro i ministri Profumo, Cancellieri e il viceministro Martone. “Lasciamo questi sacchi qui per dire che le nostre lauree non valgono niente. Sono carta straccia”, hanno dichiarato i manifestanti. Piuttosto che a Napolitano gli studenti hanno invitato a dare una laurea ad Alvise, lo studente raggiunto da un obbligo di dimora per gli scontri della Val Susa.

La Digos di Torino pochi giorni fa ha infatti arrestato 26 persone ed emesso 40 provvedimenti cautelari per gli incidenti a Chiomonte: tra i fermati c’era anche 22enne di Belluno, iscritto alla facoltà di Scienze politiche di Bologna e attivista del Tpo. Nel capoluogo emiliano un centinaio di militanti dei centri sociali e di alcuni comitati cittadini si erano radunati in piazza Nettuno per chiedere la libertà per gli indagati e la revoca delle misure eseguite nei loro confronti, annunciando le contestazioni odierne. “Se l’Università dà la laurea honoris causa a Napolitano – aveva anticipato i membri dei collettivi -, deve darla anche a studenti come Alvise che difendono i beni comuni”, avevano sostenuto gli esponenti di Tpo e Sadir.

Il corteo di studenti si è concluso in piazza Verdi, esattamente dove era partito tre ore prima. “Sapevamo benissimo che quella di Napolitano sarebbe stata una cerimonia blindata ma volevamo provare lo stesso a portare la nostra voce”, ha detto uno dei rappresentanti del collettivo Occupy Bologna. Il secondo corteo organizzato dai centri sociali Tpo e Sadir, è finito dopo un blitz in Rettorato. Una quarantina di giovani sono entrati nel palazzo di via Zamboni fino all’anticamera del rettore Ivano Dionigi. Anche lì hanno lasciato a terra alcuni sacchi contenenti spazzatura.

Il questo vicario di Bologna, Errico Grazioso Fusco, è stato colpito dai calci di alcuni manifestanti. “I manifestanti hanno tentato di raggiungere la zona interessata alla presenza di Napolitano in più circostanze”, ha ricostruito la Questura. “Ma, vedendo la polizia, hanno desistito cercando di aggirarla. L’unico contatto – informa la questura – è avvenuto in Via dei Poeti, ove i manifestanti si sono avvicinati al cordone di polizia lanciando uova, pomodori, usando spray urticante e un liquido che ha corroso un giubbotto a rete in uso al personale del reparto mobile. Inoltre, hanno tirato calci al punto tale che il questore vicario è stato colpito e medicato sul posto”. Nei tafferugli è stato colpito anche un cronista che è stato medicato in ospedale.

Anna Maria Cancellieri, prima di ministro dell’Interno del governo Monti, è stata commissario prefettizio a Bologna reggendo Palazzo d’Accursio per un anno e mezzo prima dell’elezione dell’attuale sindaco, Virginio Merola. Era presente questa mattina nell’aula magna di Santa Lucia per assistere al conferimento della laurea honoris causa al capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E a proposito degli scontri avvenuti all’esterno, ha dichiarato: “Mi spiace molto per quello che è accaduto. È sicuramente una minoranza che non rappresenta l’anima di Bologna”.

L’“anima di Bologna”, per usare l’espressione dell’attuale titolare del Viminale, “era lì questa mattina ad applaudire il presidente e a dimostrargli il proprio affetto. Dispiace che si verifichi questo, perché Bologna è un’altra cosa”.