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Scuola | di Gabriele Paglino | 26 gennaio 2012

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A Roma contestato il ministro Profumo
“E’ troppo vicino al due Tremonti-Gelmini”

I collettivi studenteschi di Roma Tor Vergata protestano contro il titolare dell'Istruzione: “Ci preoccupa la vicinanza del ministro alle banche e la sua continuità con il precedente governo”. Lui risponde: ”Io modello Gelmini? Semmai modello Profumo”.

Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alle contestazioni deve averci fatto l’abitudine. Da Alessandria un mese fa a Roma solo ieri il copione è sempre lo stesso: studenti che chiedono un cambio di passo rispetto alle politiche del precedente governo.

Anche questa mattina si è ripetuta la stessa scena: l’occasione questa volta è l’inaugurazione del XX anno accademico dell’Università Roma Tre. Alla cerimonia, all’interno dell’aula magna della Facoltà di Lettere, un parterre di tutto rispetto: da Romano Prodi a Gianni Alemanno passando per i rettori di numerosi atenei italiani.

Di fronte all’Università la protesta degli studenti. “C’è Profumo di vecchio”; “Le nostre lauree diventeranno carta straccia”; “Prestito d’onore uguale regalo alle banche”. Questi alcuni dei cartelloni esposti dai collettivi studentes che hanno accolto il neo-ministro a suon di fischi e vuvuzela. “Vogliono far finta che va tutto bene – dice Federico, studente romano – ma qui non va bene nulla, e lo sanno pure loro. La politica di Profumo è in diretta continuità con i tagli del duo Gelmini-Tremonti. Ha addirittura anticipato la riforma della ex ministra, facendo entrare nell’ateneo piemontese oltre duecento aziende”. La preoccupazione maggiore degli studenti è lo smantellamento del diritto allo studio, “Al posto dello Stato l’aiuto economico proverrà dalle banche, così come prevede il testo della Gelmini”, dicono gli studenti che sottolineano preoccupati la vicinanza del “successore” agli istituti di credito: “Con il prestito d’onore saremo costretti ad indebitarci già da adesso”.

“Io modello Gelmini? Ho un track record, semmai sono un modello Profumo – dice il titolare del Miur – Ho gestito un’università di qualità. I nostri laureati andranno a lavorare in alcune grandi aziende, penso quindi che una connessione scuola-lavoro sia un elemento essenziale per la crescita del Paese. Nessuna impresa però è entrata nel Politecnico di Torino, semmai c’è stata una collaborazione in una forma di cooperazione, che penso sia una cosa corretta: abbiamo creato tre mila posti di lavoro”.


video di Paolo Dimalio

Appena nominato Ministro dell’Istruzione, Profumo si era detto da subito intenzionato ad ascoltare gli studenti e le loro richieste. “Vogliamo solo il ritiro della riforma Gelmini – dice Tom del collettivo di Scienze politiche. Vogliamo un’università pubblica, che sia accessibile a tutti”. Nessun dialogo dunque, almeno per il momento, con “l’ideatore del G8 universitario del 2009 a Torino, in quell’occasione – ricorda Tom – furono arrestati preventivamente una trentina di studenti“.

La critica degli studenti si estende poi agli altri componenti dell’esecutivo, in particolare al viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali Michel Martone. “Devo tirar fuori un orgoglio incredibile per poter continuare a lavorare, studiare ed essere chiamato sfigato”, dice Roberto ricordando che se alcuni (molti) studenti sono fuori corso è anche per colpa della riforma Moratti, che ha introdotto il cosiddetto 3+2 “tutte quelle cattedre che ora saranno eliminate, attraverso l’abolizione del valore legale del titolo di studio, sono state create da quella riforma”. Sulla questione, Profumo ammette “non è giusto generalizzare, in questo momento ad esempio ci sono molti studenti che hanno un lavoro part time. Vanno quindi riconosciute le loro difficoltà e il tempo in più di cui hanno bisogno”.

Siparietto finale con le Iene. Al termine dell’inaugurazione, dopo aver ricevuto una lettera di richieste consegnatagli da alcuni studenti “più moderati” (quelli ammessi alla cerimonia), il ministro Profumo, davanti all’insistente richiesta di spiegazioni da parte della Iena Gabriele Mandela sull’approvazione del bilancio ”fuorilegge” del Politecnico di Torino (“chiesti 2 milioni di euro in più agli studenti in modo illegale” quando il ministro era ancora Rettore) , si è dileguato.

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