Per la gioia di Napolitano che temeva che il referendum potesse porre fine alla magnifica invenzione del governo tecnico, la Corte Costituzionale ha bocciato i referendum elettorali.
Da allora il capo dello Stato è in pressing sulle Camere perché esprimano una nuova legge elettorale.
Possibile che alla sua tenera età non abbia ancora capito che un Parlamento di nominati grazie alla porcata mai abolirà per sua autonoma scelta l’indegna legge che gli ha dato vita?

Porcellum, ora e sempre

La Consulta che ha salvato
il porcellum condannato
da un milione di italiani
spinge George, Fini e Schifani

a ostentar la messa in moto
del bel Parlamento noto
per la gran concentrazione
di famigli e di battone.

I più dai capoccia scelti
perché diligenti e svelti
non nell’arte del far leggi,
ma dell’esser fedel greggi.

Oggi in cassa integrazione
perché al ben della Nazione
pensan Monti e i professori,
deputati e senatori,

oltre a dir dei “”, dei “no”,
dei “ma anche” e dei “però”,
debbon darsi un po’ da fare
e ostentar di lavorare

per non essere menati
dai cortei degli indignati.
Così l’uom che sta sul Colle
perché non stiano in panciolle

lor dà un compito bestiale:
una legge elettorale
che il porcellum spazzi via.
Sembra invero una follia

che quei novecento tizi
solo attenti ai vitalizi,
a un alloggio a prezzo amico
in un bel palazzo antico,

a stipendi da pascià,
a buffet pago metà,
volo gratis giornaliero
e ad un portaborse in nero,

aboliscano una legge
che il sedere gli protegge
sopra un seggio d’oro assiso,
come Dio su in paradiso.

Per far una legge nuova
o una mediazion si trova
che a ciascuno tolga e dia,
il che sembra un’utopia

per la banda dei cialtroni
o ciascuno dei campioni
pensa al ben del suo partito
ed il fiasco è garantito.

E’ un problema da orticaria:
c’è chi vuol maggioritaria
questa legge elettorale,
chi la vuol proporzionale,

chi la vuole alla spagnola,
chi è per la tedesca scuola,
chi la vuole alla francese,
chi propende per l’inglese.

Chi la vuole alla caimana,
come Silvio, si scalmana
per salvare la porcata,
quella legge deprecata

che può dare alla congrega
di berlusconiani e Lega
forse ancora la vittoria.
Per chi vuol tutt’altra storia,

come quelli di Bersani
speranzosi nel domani,
superare la porcata
è una cosa disperata.

Tante teste, tante idee,
forum, meeting, assemblee,
quattro caminetti al giorno
e alla fine… che ti sforno?

Il sistema all’ungherese
che par essere un arnese
che, per dar ragione a tutti,
non produce buoni frutti.

Tutti san com’è il Pd:
nessun mai dice di sì,
tutti gli ini gli etta e gli oni
solo a litigar son buoni.

La morale, Presidente?
Il pensar che questa gente
abolisca la porcata
con la qual fin lì è arrivata,

è un bel sogno, ma è vietato
a un compagno navigato:
mai si è letto su un giornale
del suicidio di un maiale!