“Siamo come ad Avetrana, anzi peggio”. Il turismo della tragedia lo avevamo visto già un anno fa nella cittadina pugliese in cui fu uccisa Sarah Scazzi. Oggi il fenomeno è sbarcato sull’isola del Giglio col primo traghetto del mattino. Sono arrivati a centinaia da ogni parte del centro Italia e hanno riempito i ristoranti del paesino. Sono venuti con amici o famigliari, macchina fotografica e cinepresa al polso. Da Viterbo, Orbetello, l’Aquila, Cortona, perfino da Civitavecchia, da dove la Costa Concordia era partita. Poco importa se dal relitto continuino ad affiorare nuovi cadaveri. di Giulia Zaccariello
Articoli sullo stesso argomento
- Caso Scazzi, seconda udienza del processo
due ore di fila per entrare in aula - Prima udienza del processo Scazzi
Lacrime in aula, proteste fuori - Superdario Bros, dal 21 al 27 Maggio
- Il caso Scazzi e l’orrore multimediale che si impenna
- Caso Scazzi, arrestata anche la zia Cosima
La madre: “Le direi solo che è un’assassina” - Tutti pazzi per le bimbe scomparse
- Uno scoop su Avetrana val bene uno stage
- Le badanti mediatiche del Cavaliere
- Il romanzo giallo dopo Avetrana
Articoli dello stesso autore
- Lombardia, appello alle “preferenze pulite” contro il voto mafioso
- Napoli, imprenditore suicida. Era stremato dalle cartelle di Equitalia
- La spesa usciva di nascosto dalla Camera? Concia: “Per questori e vice presidenti”
- Germania, dal 2016 il Mein Kampf sarà libro di testo per tutte le scuole
- Caso Orlandi, la Procura di Roma aprirà la tomba di De Pedis entro fine maggio
- Scandalo Lega: il presidente di Finmeccanica indagato per corruzione e riciclaggio
- La storia di Rapisarda, l’amico dei mafiosi per il quale lavorava Dell’Utri
- Scandali sanità, la Lombardia chiama i legali “Pronti a cause civili per tutelarci”
- Milanese rinuncia a fare il relatore del Def: si dimette e lascia il compito a Pescante
- Dell’Utri come Andreotti: “Mediò tra la mafia e Berlusconi, ma c’è la prova solo fino al 1977″












