Il premier inglese David Cameron

Tobin tax? No, grazie. A chiudere la porta alla tassa sulle transazioni finanziarie, proprio mentre il resto dell’Europa comincia a pensarci seriamente, è il premier inglese David Cameron, sempre più distante dal continente dopo lo strappo sulla governance europea nel vertice Ue di dicembre.  “Se la Francia vuole adottare la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie è libera di farlo. Noi non la seguiremo”. Così il premier britannico in un’intervista alla Bbc in cui ha ribadito ancora una volta la sua posizione di distacco dall’Europa.

“L’idea di una nuova tassa europea – ha detto Cameron – non applicata da tutti non penso che sia un’ipotesi fattibile. Quindi noi la bloccheremo. A meno che tutto il mondo non vada avanti con questa imposta – ha aggiunto il premier britannico – allora noi non andremo avanti insieme a loro”.

Sulla Tobin Tax, idea fortemente spinta dalla Francia nonostante le resistenze inglesi, Sarkozy ha già fatto sapere di essere intenzionato ad andare avanti anche da solo. Per quanto riguarda la Germania il governo punta a ottenere un’introduzione dell’imposta a livello europeo e anche per il premier Mario Monti “sarebbe necessario che i paesi non vadano avanti da soli nell’applicazione della tassa”. Sulla istituzione della tassa sulle transazioni finanziarie esiste una proposta della Commissione europea per recuperare entro il 2014 un incasso di circa 50 miliardi di euro. Il progetto è caldeggiato da Germania e Francia mentre si oppongono, oltre alla Gran Bretagna, anche Svezia e Malta.

In una seconda intervista, concessa al Sunday Telegraph, Cameron ha parlato anche della crisi e del ruolo del suo paese: “Credo – ha detto – che la Gran Bretagna sia un Paese moderatamente euroscettico”. Il premier inglese ha spiegato la sua decisione di usare il veto britannico al trattato europeo a Bruxelles il mese scorso: “La decisione che ho preso è in linea con la posizione del mio partito”. Cameron ha poi parlato di ‘grandi cambiamenti” nell’Ue “perché le verità di una moneta unica stanno venendo a galla”. E mentre Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si preparano al loro incontro di domani, Cameron ripete il suo ‘mantra’ per la soluzione della crisi dell’euro. “Una soluzione decisiva al problema greco, una decisiva ricapitalizzazione delle banche ed un decisivo fondo d’emergenza della Bce e di altri enti. Dico questo da qualche tempo, lo potrei persino trasformare in una canzone. Ma si tratta soltanto di un ‘cerotto’, è solo l’inizio. Il vero problema dell’eurozona è la competitività tra la Germania e gli altri Paesi”.