Mario Monti promette in Tv, da FabioFazio, che il suo governo interverrà a breve anche sulla Rai.  Provocato dal conduttore, il Presidente del Consiglio non si lascia sfuggire l’occasione di promettere che si occuperà anche dell’azienda di Viale Mazzini per “snellire, rivedere”, comunque intervenire.

La cosa non piace al Pdl che subito ricorda a Monti che il tutto è regolato da una precisa normativa che non può essere stravolta. Monti non si spinge ad utilizzare la parola “privatizzazione” utilizzata da Fazio nella sua domanda ma l’intervento – avverte- sarà sicuramente incisivo. “La Rai – dice Monti – non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività perchè ci sono incombenze molto più urgenti. E’ una forza del panorama civile e culturale italiano, è una forza che ha bisogno di passi in avanti. Mi dia qualche settimana e lei vedrà”.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera replica a stretto giro di posta per contrastare l’annuncio fatto in tv. “E’ noto a tutti che sul piano istituzionale il rapporto è fra il Parlamento e la Rai e non , come era in un lontano passato, quello della dipendenza della Rai da un governo, ragion per cui è auspicabile che l’Esecutivo abbia rispetto alla Rai lo stesso comportamento che Monti ha affermato di voler osservare rispetto sulla legge elettorale”.

Sulla stessa linea, con maggior ruvidezza, le parole del capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: “Il governo si limiti ai compiti che gli sono stati affidati e non si metta contro il diritto”. E poi una via di fuga dallo scontro diretto:” Sono certo che le parole televisive di Monti sono frutto di imperizia più che di non conoscenza delle cose”. Più che altro – è il senso del ragionamento del capogruppo al Senato – una frase avventata. E l’irritazione del Pdl emerge anche da una breve nota del vice capogruppo Pdl in Senato, Francesco Casoli. “Monti si concentri sui tanti impegni del Governo e non faccia, come sulla Rai, dichiarazioni avventate. Come stabilito infatti dalla Corte Costituzionale, si tratta di un tema di competenza del Parlamento, sul quale il Governo farebbe bene a mantenere un profilo ispirato al rispetto dei ruoli”.