Quando si è visto arrivare il programma delle ferie di Carlo Malinconico per il 2008 Roberto Sciò, patron di uno degli alberghi più belli e cari d’Italia, Il Pellicano di Porto Ercole, nonché padre della più famosa stellina di Non è la Rai Yvonne, sbotta: “Ho visto il fax ci mancava poco che svengo”. Sciò ne ha viste tante nel suo Relais & Chateaux 5 stelle con terrazza sul più bel tramonto del Tirreno, e ride: “Francesco ma che te lo sei adottato il professore?” E poi “Ma che stai costruendo un grattacielo da qualche parte?”….. “e mi auguro che sia veramente foriero tutto questo tuo… (e ride)”. Piscicelli imbarazzato ride anche lui: “Fa parte dei giochi, che vuoi fare? Di qualsiasi colore essi siano poi”.

Il Fatto, pubblica oggi l’elenco che stava facendo svenire Sciò e l’informativa dei Carabinieri del Ros del 7 giugno 2010 sulle vacanze al Pellicano dalla quale risulta una verità incompatibile con il ruolo di Malinconico. Il Ros di Firenze ha passato ore ad ascoltare le intercettazioni telefoniche e ad acquisire le ricevute dell’hotel. La conclusione è netta: “E’ stato rilevato, in sintesi che, tra il 2007 e il 2008, il professor Carlo Malinconico ha soggiornato più volte presso la struttura alberghiera Il Pellicano, e le relative spese quantificate in complessivi euro 19. 876, 00 sono state pagate, con varie modalità, di seguito specificate, da Piscicelli Francesco Maria”.

Proprio al Fatto, Piscicelli aveva detto:”Aspetto ancora i 9 mila e 800 euro da Balducci che mi aveva detto di anticiparli per lui”. Ma Malinconico per i Carabinieri non ha pagato nemmeno gli extra: “Piscicelli alle ore 11. 27 del 20. 08. 2007 ha saldato anche le spese extra per un importo di euro 685, 00 a mezzo carta di credito American Express… della Opere Pubbliche e Ambiente spa”, cioé la società che lavorava ai cantieri dei Mondiali del Nuoto 2009, controllati dalla Presidenza del consiglio, dove lavorava Malinconico come segretario generale. Il sottosegretario ieri ha spiegato al Giornale, che ha rilanciato le rivelazioni di Piscicelli al Fatto: “Chiesi con insistenza all’albergo, a fronte del diniego di farmi pagare, chi avesse pagato. Mi fu risposto che non era possibile dirlo per ragioni di privacy. Mi irritai molto e non misi più piede nell’albergo”.

Peccato che le sue affermazioni sono smentite dalle carte dell’inchiesta. Malinconico dice di avere tentato disperatamente di sapere chi fosse il suo ignoto benefattore. Evidentemente per indagare sarà tornato sul luogo del delitto l’anno dopo. I suoi subdoli finanziatori non desistono e anzi rilanciano. Per il 2008 a fine aprile predispongono l’elenco delle sue ferie, su indicazione di Balducci, proprio al Pellicano. Quando Malinconico sta partendo da Roma per il primo di una lunga serie di week end, il primo maggio, Piscicelli lo chiama dalla sua villa all’Argentario per sapere quando arriva. Anche per quel ponte Malinconico non tira fuori un euro. I carabinieri hanno trovato la fattura pagata da Piscicelli di 2 mila e 430 euro per tre notti nel relais, un prezzo che include gli extra e il ristorante gourmet. L’elenco dei week end successivi, spedito per fax da Piscicelli ad Anemone, prevede sempre il trattamento top da 1456 euro a notte per la suite deluxe nel cottage con vista mare. Si parte con il ponte dall’uno al 5 maggio 2008. Poi ancora dal 31 maggio al 2 giugno 2008; dal 14 giugno al 16 giugno 2008; dal 28 al 30 giugno; dal 12 al 14 luglio del 2008; dal 26 luglio al 28 luglio 2008; dall’ 8 al 18 agosto del 2008. Talvolta sul registro dell’hotel risultano dei cambiamenti, per esempio partenze anticipate come nel caso del 3 maggio, invece del 5 previsto. Solo in due casi risultano pagamenti con la carta di credito di Malinconico: 1483 euro il 20 giugno e 3168 euro il 27 luglio per il periodo 25-27 luglio.

I Carabinieri non hanno dubbi sul fatto che Malinconico sapesse che Balducci era l’uomo da ringraziare almeno per il primo maggio. Il 30 aprile, Malinconico chiama Balducci per dirgli: “Ti chiamavo… innanzitutto per ringraziarti perchè poi Lillo (Calogero Mauceri, dirigente della presidenza del consiglio, che aveva avvertito Malinconico che era tutto a posto, Ndr) oggi mi ha detto che… insomma ti aveva… e tu avevi poi dato (…) grazie… veramente… benissimo… ottimo il tutto… e quindi ti volevo veramente di cuore ringraziare”.

Malinconico deve molto a Balducci. L’ 8 maggio lo richiama insieme al solito Mauceri e insieme gli chiedono per Malinconico “una spintarella Oltretevere”, cioé un aiuto dal Vaticano. La versione dei fatti offerta da Malinconico è debole. Perché, se non era riuscito a pagare la vacanza da 9800 euro nel 2007, torna nel 2008 nello stesso costosissimo hotel? Perché, ancora una volta, dopo non essere riuscito a pagare il primo week-end di maggio del 2008 torna ancora a giugno e luglio? Malinconico non è indagato ma la sua posizione dal punto di vista dell’etica pubblica è poco sostenibile. Nel 2007, ai tempi della vacanza da 9 mila e 800 euro, era segretario generale di Palazzo Chigi e aveva un’indiretta competenza sugli appalti di Anemone e della cricca. Inoltre c’è un particolare scoperto dal Fatto che rende ancora più imbarazzanti le vacanze pagate da Anemone. Nella lista Anemone, come è stata ribattezzato l’elenco dei lavori sospetti secondo la Guardia di Finanza, c’è anche una ristrutturazione costata poco meno di 4 mila euro in uno stabile di via Sant’Angela dei Merici (il cui civico non è indicato). In questa traversa della Nomentana, al civico 70, c’è un appartamento della società Malinconico e Associati di Carlo Malinconico, comprato dal Fondo Pensioni della Banca di Roma quando l’intero palazzo è stato venduto con lo sconto agli inquilini. Malinconico ha pagato nel 2005 per un seminterrato di 54 metri quadrati più ampia veranda 88 mi-la euro più Iva. Daniele Anemone disse alla Finanza: “presso tale indirizzo esiste un appartamento preso in affitto presumo dalla Anemone Costruzioni, per utilizzarlo quale foresteria per i nostrigeometri”. Il Fatto ha chiesto al sottosegretario se sia solo una coincidenza ma non ha avuto risposta. Certamente sarebbe stupefacente se un uomo così ricco avesse ottenuto la ristrutturazione da Anemone. Per avere un’idea della sua ricchezza, il 28 aprile del 2011 la società Malinconico e associati Srl ha comprato una casa di 15 vani catastali sul Lungotevere Arnaldo da Brescia pagando 3, 4 milioni più tasse più le spese di agenzia (oltre 36 mila euro) più i costi della ristrutturazione in corso. Un esborso che sfiora i 4 milioni di euro. Sul citofono del palazzo c’è anche un “De Vito Piscitelli” ma è solo una coincidenza. Il costruttore giura: “È solo una mia cugina”.

da Il Fatto Quotidiano dell’8 gennaio 2012