Nuova giornata di tensione per i titoli di stato, con lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti, che in mattinata ha toccato i 515 punti. A metà seduta è sceso sotto quota 500 per poi chiudere a 502 punti. Il rendimento ha superato la soglia “psicologica” del 7% ed ha chiuso a 6,98%. Oltre questo valore, Grecia, Irlanda e Portogallo erano state costrette a chiedere aiuti economici all’Ue e al Fondo Monetario Internazionale. Nonostante i dati sui sussidi di disoccupazione e la fiducia dei consumatori in Usa abbiano risollevato il morale delle borse, gli investitori dubitano che i fondi rastrellati dalle banche nella maxi asta della Bce verranno utilizzati per comprare titoli di debito sovrano.

Questa settimana sono crollati gli acquisti di titoli di Stato dell’eurozona sul mercato secondario da parte della Banca Centrale Europea. Dopo aver sommerso le banche europea sotto un fiume di liquidità, Francoforte ha messo un freno agli acquisti di titoli di Stato comprando solo 19 milioni di bond rispetto ai 3,36 miliardi di euro della settimana prima.

A gennaio arriverà l’atteso verdetto di Standard & Poor’s sui rating dei paesi dell’eurozona. Lo scorso 6 dicembre l’agenzia internazionale aveva infatti messo sotto osservazione per un possibile abbassamento i rating degli stati membri dell’area euro a eccezione di Cipro e Grecia, già colpiti da downgrade. Nel mirino c’è l’Italia, ma anche Francia e Germania, che rischiano di perdere la prestigiosa ‘tripla A’. Un’altra agenzia di rating, Fitch, ha invece tagliato il proprio giudizio sul merito di credito (rating) di Edison a lungo termine da ‘BBB-‘ a ‘BB-‘ (livello spazzatura) e quello relativo al breve termine da ‘F3’ a ‘B’, mantenendo il primo “sotto osservazione”. Secondo l’agenzia di rating il declassamento è la conseguenza dell’impatto negativo sul prolungamento delle negoziazioni tra i soci per stabilire il riassetto del gruppo di Foro Buonaparte.

Piazza Affari si mantiene in lieve rialzo in una seduta dal clima già natalizio con scambi eseguiti per 300 milioni di euro: il Ftse Mib sale dello 0,31% a 15.073 punti, mentre l’All Share segna un +0,42% a 15.799 punti. Fra gli istituti di credito, scivolone per Unicredit (-3,29%). Giù anche Ubi, Intesa Sanpaolo, Bpm e Bper. Positivi gli assicurativi, con le Generali che guadagnano l’1,87% e con Milano Assicurazioni, che, sul listino completo, sale del 9,1%. Lima i guadagni Fonsai (+1,07%). Ancora positiva l’energia: A2A guadagna oltre il 2%, Eni l’1,35% e Snam Rg l’1,43%. Scivola Impregilo, che perde il 2,87%. Deboli gli inustriali: Fiat Auto perde lo 0,55%, Pirelli lo 0,68% e Finmeccanica l’1,11%. Intanto peggiora a dicembre la fiducia dei consumatori: l’indice del clima, rende noto l’Istat, è sceso infatti da 96,1 a 91,6. Il peggioramento è diffuso a tutte le componenti ed è particolarmente marcato per il clima economico generale, con il relativo indice che passa da 83,1 a 77,2. Crescono i guadagni tra i listini del Vecchio Continente: a Francoforte il Dax cresce dello 0,46%, mentre Bruxelles sale dello 0,69% e Madrid dello 0,94%. A Parigi il Cac chiude a +0,99%, Londra(+1,02%) e Lisbona (+1,29%).