Un impianto sequestrato dalla Dia nel casertano

La settimana scorsa, l’operazione “Il principe e la (scheda) ballerina” aveva scoperchiato i rapporti tra politica e camorra nella zona di Casal di Principe,  e aveva portato a una richiesta d’arresto per l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Ora la Dia di Napoli coordinata da Maurizio Vallone sta eseguendo 15 provvedimenti di sequestro preventivo su una vasta area del paese, per un valore di oltre 100 milioni di euro, nei confronti di altrettanti indagati.

I sequestri sono in corso tra la Campania, il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia. Messi i sigilli, tra l’altro, a quattro impianti per la lavorazione del calcestruzzo, che agivano in condizioni di oligopolio nella provincia di Caserta, nonché una nota discoteca di Riccione, il Beach Cafè. L’elenco dei beni sequestrati è lungo e articolato. Comprende anche fabbricati nel casalese, decine di conti correnti bancari e di auto e motoveicoli, quote di società operanti nella sanità, appezzamenti di terreno, due società “di notevoli dimensioni” di Casal di Principe, operanti nel settore edile, una società edile con sede legale a Roma e intestata in Gran Bretagna, una società informatica, le quote di una società sportiva di Casal di Principe, una impresa edile in provincia di Modena.

“Ora bisogna aggredire i capitali della borghesia mafiosa”, ha detto mercoledì scorso il coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Federico Cafiero de Raho, mentre in Questura di Caserta ancora si stava ultimando il verbale di arresto di Michele Zagaria, il capo dei capi del clan dei Casalesi. L’operazione “Il principe e la (scheda) ballerina”, culminata in 57 arresti, era scattata solo il giorno prima, incidendo col bisturi il cancro dei rapporti tra cosche, imprenditoria e politica collusa, rivelando i condizionamenti camorristici all’interno dell’amministrazione comunale di Casal di Principe (appena sciolta per una crisi politica). Per il deputato e coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino, nei prossimi giorni la Camera deciderà se autorizzare o meno il provvedimento cautelare.