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Pomigliano d’Arco, l’ex comandante dei vigili scrive ai pm: “Arrestate sindaco e assessori, sono un’associazione a delinquere”

Nel mirino Raffaele Russo, già sotto processo per tentata concussione a D'Ambrosio - il firmatario della richiesta - e all'europarlamentare leghista Aldo Patriciello. Indagini su veleni, pressioni, intimidazioni nel Comune, con audio registrati di nascosto
Pomigliano d’Arco, l’ex comandante dei vigili scrive ai pm: “Arrestate sindaco e assessori, sono un’associazione a delinquere”
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“Arrestate il mio sindaco Raffaele Russo, alcuni suoi assessori e mezza dirigenza comunale, sono un’associazione a delinquere”. Firmato, l’ex comandante facente funzioni dei vigili urbani di Pomigliano d’Arco Andrea D’Ambrosio. Che oggi, comprensibilmente, è in servizio in un altro comune. Per lui tirava una brutta aria. La comunicazione di reato di D’Ambrosio contro Russo e altre otto persone emerge nel mare delle 2000 pagine di atti giudiziari a valle di una prima indagine della Procura di Nola su veleni, pressioni, intimidazioni.

Benvenuti nel clima della città guidata dal sindaco forzista Raffaele ‘Lello’ Russo, 86 anni, sette mandati di primo cittadino, salvo dalle risultanze di una commissione d’accesso che aveva spedito un dossier durissimo in Prefettura – ma il ministro Matteo Piantedosi ha disposto solo prescrizioni, e ha scongiurato lo scioglimento per camorra.

Il 12 gennaio Russo inizierà un processo da imputato di tentata concussione contro due parti offese. Il procuratore di Nola Marco Del Gaudio e la pm Francesca Paola Colonna Romano lo accusano di aver minacciato l’europarlamentare leghista Aldo Patriciello ventilandocontrolli e ritorsioni alle cliniche del suo gruppo, se non avesse ritirato tre licenziamenti. Telefonata agghiacciante, pubblicata sull’edizione cartacea del Fatto. “Non mi far fare il delinquente”. Dieci minuti dopo, al diniego di Patriciello sui licenziamenti, Russo ha chiamato il capo della polizia municipale dell’epoca, Emiliano Nacar, ordinandogli di mandare “i cani da presa” a controllare i rifiuti delle cliniche.

E poi c’è il filone della tentata concussione a D’Ambrosio, subentrato a Nacar: voleva avviare ispezioni su alcuni cantieri edilizi, aveva chiesto aiuto con una nota al dirigente del settore, sarebbe stato affrontato da Russo che gli avrebbe prospettato la stessa sorte di Luigi Maiello, stracciandogli la nota in faccia. Per i non addetti alle cronache: Luigi Maiello è un altro ex comandante dei vigili urbani che Russo è riuscito ad allontanare dal suo incarico, in un bailamme di carte bollate penali e amministrative. Anche Maiello sarebbe stato perseguitato perché ficcava il naso nei cantieri abusivi, firmava ordinanze scomode e denunciava le infiltrazioni camorristiche in città.

Tornando ai controlli che voleva iniziare D’Ambrosio, in uno dei lavori in corso – scrive il pm – si realizzava un immobile di proprietà della figlia del sindaco.

Le notizie di reato relative al processo che inizierà a gennaio risalgono al 2025, anno in cui ha lavorato per qualche mese la commissione d’accesso, insediata l’11 dicembre 2024. Con i risultati che sappiamo: un sostanziale nulla di fatto. La “richiesta di applicazione misura cautelare” inviata da D’Ambrosio al pm Colonna Romano e al pm della Dda di Napoli Henry John Woodcock, viene ricevuta dalla procura di Nola il 9.8.2025. Accusa a vario titolo il sindaco Russo, il vice sindaco Domenico Leone, l’assessore Marianna Manna, i dirigenti comunali Gelsomina Romano, Rosa Balsamo, Maria Rachela Di Gregorio e Domenico Maiello, il tenente dei vigili urbani Ettore Giuntoli e il segretario comunale Marcella Montesano di associazione a delinquere aggravata, minacce, falso, rivelazione di segreto, traffico di influenze illecite e intralcio alla giustizia.

Ovviamente, è bene ribadirlo, è la ricostruzione dell’ex comandante facente funzioni, che non equivale a un accertamento di responsabilità, e deve essere riscontrata nelle sedi penali competenti. Fino a prova contraria, il sindaco e le altre persone coinvolte sono da ritenere innocenti, e potranno difendersi e replicare nei modi e nelle sedi che riterranno opportuni.

Il documento di D’Ambrosio, però, fa capire il livello di deterioramento dei rapporti interni all’ente comunale, e l’escalation dello scontro in atto in uno dei comuni strategicamente più importanti del tessuto socio-produttivo della provincia di Napoli (è sede di uno stabilimento ex Fiat, ad esempio).

D’Ambrosio sostiene di essere vittima di una sequela di procedimenti disciplinari aperti solo per screditarlo, perché non obbediva ai diktat del sindaco e della giunta in materia di edilizia. Elenca una serie di episodi risalenti al luglio 2025. Eccone solo alcuni. Russo all’ex comandante, alla presenza del vice sindaco: “D’ Ambrosio, ma tu ci tieni a fare carriera? […] abbiamo cacciato Maiello e possiamo fare lo stesso anche con te”. L’assessore Manna: “Secondo te come abbiamo vinto le elezioni? Fatti i cazzi tuoi.”

Secondo l’ex comandante, l’assessore era in possesso anche di informative riservate e lo avrebbe istigato a compiere un atto falso. Per provare a dimostrarlo, ha portato ai carabinieri gli audio delle registrazioni eseguite di nascosto, ed ha allegato le carte relative a tutti i personaggi tirati in ballo.

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