Ventimila punti per un proiettore, quattromila per matite e pennarelli. E se a scuola manca la carta igienica, con 3800 punti ne arrivano dieci confezioni. Funziona così ‘Sorgenia per la scuola‘, il progetto della società energetica di casa De Benedetti che dà ai genitori la possibilità di sostenere l’istruzione dei propri figli. Beneficenza? Non esattamente. I punti si guadagnano affidando a Sorgenia la fornitura di luce o gas. E a promuovere l’operazione contribuiscono gli stessi alunni, coinvolti in un progetto di ‘educational marketing‘ targato Sorgenia e supportato dal ministero dell’Istruzione.

E’ tutto online: “Sottoscrivendo un contratto per la fornitura di energia elettrica”, si legge su sorgeniaperlascuola.it, “si acquisiscono punti per la propria scuola, che si trasformano in beni e servizi, didattici e di consumo”. Questa la ricetta di Sorgenia S.p.A. per affrontare la cronica mancanza di fondi della scuola italiana. Controllata da Carlo De Benedetti attraverso la holding Gruppo Cir – la stessa che controlla il gruppo editoriale l’Espresso – Sorgenia opera nel mercato dell’energia dal 1999. L’obiettivo è ora quello di aumentare i clienti tra i cosiddetti consumatori domestici. Ecco allora i tremila “punti scuola” per ogni nuovo contratto, con un bonus di cinquecento se il pagamento avviene tramite domiciliazione bancaria. Inoltre, ogni cinque nuovi clienti nella stessa scuola, arrivano altri 3500 punti. Il cliente sceglie l’istituto, e il dirigente scolastico i materiali. Per farlo ha a disposizione un vero e proprio catalogo, consultabile online. E se una confezione di dvd registrabili costa 2300 punti, per un proiettore di diapositive ne servono più di ventimila. Fin qui tutto chiaro. E la promozione?

L’offerta dedicata ai nuovi clienti domestici è legata al percorso didattico ‘Generazioni sensibili‘. “Un progetto per avvicinare i ragazzi e le famiglie al tema dell’efficienza energetica”, si legge ancora sul sito sorgeniaperlascuola.it. Entrambe le iniziative riguardano, per ora, le scuole elementari e medie della Lombardia, delle provincie di Roma, Rieti, Frosinone, Benevento e Salerno. Le classi che intendono partecipare ricevono un kit, con tanto di giochi e adesivi. E un taccuino viene consegnato a ogni studente, per annotare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni e riferire in classe.

La realizzazione del progetto di ‘educational marketing’ che trasforma i ragazzi in “reporter ambientali” è affidato alla società Ellesse Edu, che nel suo sito internet pubblica anche un codice deontologico. “Esclusa qualunque azione che possa essere ricondotta a meri interessi commerciali”, assicurano. Ma gli studenti ricevono anche le cartoline che promuovono l’offerta ‘Sorgenia per la scuola’ per i nuovi clienti. “L’offerta è ricordata anche in fondo al fascicoletto consegnato agli alunni”, racconta Isabella Mapelli, che il 24 novembre ha accompagnato una classe della scuola media Buzzati di Milano all’evento di presentazione organizzato da Sorgenia. “Un progetto fatto con discrezione”, sostiene l’insegnante, che assicura: “Ormai nelle scuole riceviamo proposte decisamente più sfacciate”. Del resto, fa notare un articolo di Repubblica, il quotidiano che in comune con Sorgenia ha i proprietari, l’idea rivolta alle scuole è piaciuta anche al ministero dell’Istruzione, che ha dato il suo “supporto”.

Sorgenia non è l’unica azienda che investe nell’educational marketing. Tra i clienti di Ellesse Edu troviamo la Sanpellegrino (Nestlè Waters) chi sponsorizza l’educazione al rispetto delle risorse idriche, ma anche la Colgate-Palmolive che si preoccupa dell’igiene dentale degli nostri studenti. I progetti sono per la maggior parte sostenuti dagli Uffici scolastici regionali e locali, o addirittura dal ministero dell’Istruzione, come nel caso di Sorgenia. Tutto normale, dunque. Anche perché, in Italia, una precisa normativa sul marketing che si rivolge al mondo della scuola non esiste.

Il Codice del consumo si limita a dire che “una pratica commerciale è considerata un’omissione ingannevole quando non indica l’intento commerciale della pratica stessa” (art. 22). “La legittimità dell’operazione rimane dubbia”, dichiara però il presidente di Federconsumatori in Lombardia Gianmario Mocera, che rilancia: “Se Sorgenia vuole aiutare le scuole fornendo carta igienica, faccia una donazione, senza usare i bambini per arrivare ai genitori”. Ma non si tratta solo di questo. C’è il rischio effettivo che quella carta igienica la si paghi più cara che al supermercato. “Il costo del gas, per esempio”, spiega Mario Spadini, che per Federconsumatori si occupa di energia, “è appena il 45 per cento del costo della bolletta. Questo perché in Italia finiscono in bolletta anche i costi pubblicitari”.