È di nuovo in bilico la costruzione dell’inceneritore Iren di Parma. Questa volta l’altolà arriva dall’Antitrust. In un parere emanato in risposta alla segnalazione avanzata a luglio dal Comitato per la Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma, l’Authority sposa infatti la tesi degli ambientalisti.

La battaglia del comitato parte da lontano e fonda le sue radici anche in un altro esposto presentato nel 2010 dagli avvocati De Angelis e Allegri. L’argomento poi era stato portato in Regione dal consigliere Giovanni Favia (Movimento 5 Stelle). Nel dicembre 2010 era partita una prima indagine della Commissione Europea con l’apertura di una procedura d’infrazione. Ora arriva la mazzata dell’Antitrust: “Raggiunta la naturale scadenza dell’affidamento alla società Iren Emilia, cioè il prossimo 19 dicembre 2011”, si legge nell’ultimo bollettino dell’organo, l’Authority ritiene che “il nuovo affidamento per la gestione integrata dei rifiuti in provincia di Parma debba avvenire con procedure competitive a evidenza pubblica”. E queste procedure, secondo i tecnici dell’Antitrust, vanno eseguite anche per l’impianto d’incenerimento di Uguzzolo, che rientra nel ciclo di trattamento dei rifiuti.

Non è certa la fine per il contrastato progetto dell’inceneritore, perché la segnalazione dell’Antitrust non ha valore prescrittivo. Ma la posizione dell’Authority non mancherà di scatenare nuove polemiche. Il parere dell’organo è importante, soprattutto se lo si collega con la procedura d’infrazione aperta lo scorso anno da parte della Commissione Europea. La questione avrà inoltre ripercussioni politiche nel centrosinistra. Siamo infatti alla vigilia delle primarie di coalizione per la scelta del prossimo candidato sindaco e il forno di Uguzzolo è uno dei principali argomenti di discussione. Proprio sul sì o no all’inceneritore si stanno dividendo i candidati. Il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli (Pd) è da sempre un garante politico di questo progetto, mentre un altro candidato alle primarie, l’outsider Simone Rossi lo contrasta.

Tornando al parere legale, l’Antitrust contesta l’affidamento senza gara a Iren (allora, nel 2004, si chiamava Enia) non solo delle attività di smaltimento, ma anche quelle di riciclaggio e recupero, e ricorda che il 19 dicembre scade la convenzione tra la multi-utility e l’Ambito Territoriale Ottimale 2 di Parma per la gestione integrata dei rifiuti. Per quella data, raccomanda che “il nuovo affidamento deve avvenire con procedure competitive a evidenza pubblica”. Insomma: si deve andare a gara su tutto e, secondo i tecnici dell’Autorità, si dovrebbe inserire tra le cose da mettere a gara anche l’inceneritore. Il Garante ha quindi dato ragione ai comitati. Gli ambientalisti infatti parlavano di “distorsioni” della normativa che regola il libero mercato, avvenute con ampliamenti di ruoli delle varie municipalizzate dal 2004 a oggi e affidamenti diretti senza gara a Iren Spa di varie attività.

Nel suo parere, l’Antitrust segnala che “raggiunta la naturale scadenza dell’affidamento alla società Iren Emilia, tra meno di un mese il 19 dicembre, il nuovo affidamento per la gestione integrata dei rifiuti in provincia di Parma debba avvenire con procedure competitive a evidenza pubblica”. L’Antitrust “confida” che i principi concorrenziali formulati nella segnalazione “possano essere tenuti in debita considerazione, allo scopo ultimo di non ostacolare lo sviluppo effettivo della concorrenza nel settore della gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati nella regione Emilia-Romagna, con specifico riferimento alla provincia di Parma”. Come dire: su quel fronte si inizia da capo.

Intanto per i primi di dicembre è attesa la sentenza definitiva del Tar sulle vicende legate al blocco del cantiere per abuso edilizio. Qualche settimana fa invece l’altra tegola con la Guardia di Finanza che ha acquisito tutta la documentazione sull’inceneritore negli uffici di Iren Spa, in quelli del Comune e della Provincia.