”L’Eurobond è uno strumento che mette a posto la politica europea”, ma “la Germania non ne vuole sapere”. Lo ha detto Romano Prodi, a margine di una conferenza stampa al Centro studi americani a Roma, ricordando la misura da lui stesso proposta di creare garanzie con i beni di tutti i paesi, mettendo insieme “oro e asset produttivi come oleodotti e gasdotti per tremila miliardi, usandone 2300 per gli Eurobond e 700 per rilanciare l’economia”. In Germania, ha aggiunto, “Eurobond è una parola peccaminosa, ma sono però fiducioso visto che c’è un’impasse tra Francia e Germania. Ma perchè – si è chiesto – la Francia invece di far finta di essere grande come la Germania senza riuscire ad esserlo non crea un nuovo equilibrio con Italia, Spagna e altri paesi?”.

E in questo quadro, ha assicurato il professore, l’Italia, con il nuovo governo, può giocare un ruolo importante. “Abbiamo bisogno di una Francia cooperativa – ha aggiunto – e dobbiamo offrire cooperazione alla Francia, non per andare contro la Germania, ma per fare un progetto come quello degli Eurobond in cui entrino veramente tutti”.

L’ex presidente del consiglio ripone grande fiducia nella possibilità che Mario Monti possa contribuire a sbloccare l’impasse dell’Europa di fronte alla crisi: “Penso che possa essere la persona adatta, conoscendo la sua storia e la sua cultura, e vista la sua autorevolezza, per sbloccare la situazione e trovare un compromesso”.

In particolare, il professore ha insistito molto sulle misure che a suo parere dovrebbero essere adottate. Data per scontata l’impossibilita’ di adottare una tobin tax – “necessaria ma in grado di funzionare solo se tutti la applicassero”, ha spiegato – la via maestra per fare fronte comune restano gli eurobond.

Se “la speculazione seguisse una logica puramente contabile” azzannerebbe gli Stati Uniti. “Ma nessuno morde un cane grosso quando i Paesi Ue sono dei gattini che possono essere presi uno a uno dagli speculatori”, ha sottolineato. Dunque l’unica via è proteggersi. Se però Berlino fa muro è perché teme di dovere alla fine rispondere in solido. “bisognerebbe garantire gli eurobond con le riserve auree di tutti i paesi e con gli asset produttivi, come per esempio gli oleodotti, a quel punto avremmo 3mila miliardi di euro per difenderci, e saremmo un cane grosso”.

E su uno scatto di reni dell’Europa l’ex premier conta molto. “L’Europa di oggi non e’ quella che mi aspettavo 15 anni fa”, ha ammesso, “ma è sempre cresciuta davanti alle crisi e mi auguro che succederà anche questa volta”.

d.t.