In principio erano gli ebrei: una minoranza benestante additata dalle masse come spauracchio e causa di tutti i mali; per comodità, per calcolo, per invidia, per ignoranza.

Oggi è la casta. Siamo passati da “Qui non vogliamo gli ebrei” a “Qui per deputati e senatori la pizza costa 100 euro” o “Qui per deputati e senatori il gelato costa 30 euro” – per non parlare di quanto arriva a costare pizza + gelato a un deputato ebreo.

Con una differenza: i nazisti almeno erano gente seria, mica scrivevano libri, o facevano dibattiti televisivi su multi-piattaforma, o mandavano aff… gli ebrei in tv o su YouTube.

Attaccare la casta inoltre è più facile: il consenso è unanime, sono tutti d’accordo, persino la casta è contro la casta.

La casta fa comodo a tutti: perché inventa una minoranza e la ghettizza per salvare la maggioranza. Ma la verità è che la casta siamo noi. Siamo una casta con il privilegio del voto e della candidatura, privilegi che puntualmente sprechiamo; una casta con il privilegio di vivere in una democrazia, ma che da più di sessant’anni sprechiamo (e che accusiamo di essere un regime solo per auto-assolverci e deresponsabilizzarci)… E guai a chi ci tocca! Siamo noi i primi ad essere ipocriti e corrotti: siamo una casta di elettori martiri, sempre pronti a puntare l’indice ma mai ad alzare un dito.

La verità è che non esiste nessuna differenza noi/loro; deputati e senatori non sono alieni, ma sono una parte di noi. Una parte per il tutto. Loro attaccati alla loro roba, noi in coda da Trony per accattarci la nostra.

Ho un dubbio: e se le vittime fossero loro, costretti a inseguire noi e il nostro isterico consenso con le peggiori, truci efferatezze? Non deve essere facile farsi votare dagli italiani, arroganti e gretti provinciali con il mito del furbo e la passione per il calcio e le tette grosse. Forse i nostri politici sono gente onesta e colta, costretta a delinquere volgarmente solo per suscitare la nostra ammirazione elettorale?