Alessio Rastani, il trader 'fai da te' intervistato dalla Bbc

Ma chi è in realtà Alessio Rastani il broker che ha sconvolto il mondo con le sue dichiarazioni choc sulla crisi economica in diretta alla Bbc? Un vero trader in presa a una crisi di coscienza, un mitomane ? Le sue dichiarazioni, rilasciate “con stupefacente candore” come ha commentato la giornalista della Bbc presente in studio, hanno spaccato l’opinione pubblica mondiale tra chi gli dà ragione e chi pensa l’abbia solo sparata troppo grossa. La certezza è una sola: Alessio Rastani ha vissuto i suoi 15 minuti di celebrità.

“Noi siamo dei broker, non ci interessa sistemare l’economia mondiale ma solo farci soldi sopra”. “Personalmente vado a letto ogni sera sperando in un’altra recessione”. “Nel giro di 12 mesi milioni di persone vedranno i propri risparmi andare in fumo”. Dichiarazioni tanto forti che qualcuno ha cominciato addirittura a pensare che Rastani potesse essere in realtà un membro degli “Yes Men”, il gruppo di attivisti specializzati nel mettere in imbarazzo multinazionali e istituzioni, spacciandosi per loro portavoce e rilasciando dichiarazioni clamorose.

“Non abbiamo mai sentito parlare di Alessio Rastani”, si legge sul sito Yes Lab (spesso bloccato per i troppi clic). “Non si tratta di uno di noi bensì di un vero trader, che per un motivo o per l’altro ha deciso di essere più onesto degli altri”. Tra le imprese più celebri degli Yes Men è finita negli annali la performance di Andy Bichlbaum che spacciatosi per un portavoce ufficiale della multinazionale chimica americana Dow Chemical, aveva fatto un mea culpa a nome dell’azienda per il disastro industriale di Bhopal in India del 1984, promettendo risarcimenti milionari a tutte le vittime (guarda il video). E il tutto sempre in diretta tv sulla Bbc.

Ma se non si tratta di uno Yes Men, allora chi è Alessio Rastani? “Sono un vero trader indipendente”, risponde in un’intervista al Daily Telegraph. “Ma soprattutto adoro parlare in pubblico. Mi piace essere al centro dell’attenzione. Il trading per me è un hobby, non è il mio vero lavoro”. E i fatti sembrano dargli ragione. Secondo il quotidiano inglese, il fantomatico broker, 34enne di origine italo-iraniane, possiede una società di comunicazione e non è iscritto all’albo degli operatori di Borsa britannici. Insomma un “broker fai da te” e non bravissimo per giunta. Secondo la rivista statunitense di economia e finanza Forbes, Rastani vivrebbe in un modesto appartamento di proprietà della compagna Anita Eader nel quartiere periferico di Bexleyheath nel sud di Londra, e non avrebbe nessuna grande fortuna accumulata: dopo 4 anni di trading, il suo conto registra 10,048 sterline di passivo.

Imbarazzata la Bbc che in un comunicato stampa si difende dalle accuse di aver ospitato a parlare della crisi economica un broker non autorevole e non iscritto a nessuna federazione ufficiale. “Secondo l’accurata indagine che abbiamo condotto, non ci risulta che si tratti di una bufala. Rastani è un broker indipendente, una delle tanti voci che abbiamo ospitato per parlare delle recessione”.

Lo stesso Rastani si dice stupito del clamore mediatico causato dalle sue dichiarazioni, che a prescindere dal suo conto in banca, descrivono quello che tanti altri broker, magari più bravi ed esperti, pensano e fanno quotidianamente. “Non penso di aver detto niente di nuovo”, ha dichiarato l’uomo sempre a Forbes. “Pensavo che tutti ormai sapessero queste cose. A governare il mondo sono i grandi proprietari di fondi e azioni”. Una cosa, invece, secondo lui, non tutti sanno: “Tutti possono fare i soldi grazie alla recessione, non solo le élite”.

E mentre mezzo mondo fruga nel passato e nelle tasche di Rastani, aumentano i sostenitori delle sue tesi. Anche un insospettabile economista ungherese come Attila Szalay-Berzeviczy ha postato sul sito Index.hu una dichiarazione piuttosto singolare: “L’euro è praticamente morto e l’Europa sta per far fronte a un terremoto finanziario che sarà provocato dal default della Grecia. Un terremoto immediato di magnitudo 10 che attraverserà l’Europa intera”. Ma Berzeviczy non è solo l’ex capo della Borsa di Budapest, è attualmente un manager di rilievo in Unicredit (responsabile dei Global Securities Services) e il suo datore di lavoro è la banca leader di mercato in Italia, Germania, Austria, Polonia e Turchia. Ma se l’euro “è morto”, Unicredit non ne uscirà tanto bene. E infatti la banca di piazza Cordusio ha chiarito che “i commenti espressi da Szalay-Berzeviczy riflettono la sua visione personale e non la posizione della banca”. Che Rastani si sia in qualche modo infiltrato nella divisione di ricerca degli analisti di Unicredit?