Tutto tra amici”. Se un giorno il People mover dovesse partire il primo slogan potrebbe essere questo. Il concetto è semplice: uno di coloro che hanno preparato la gara d’appalto per il trenino monorotaia (che nella volontà del Comune di Bologna dovrebbe unire la stazione ferroviaria all’Aeroporto “Guglielmo Marconi”), è anche in affari con chi poi quella gara ha vinto. L’arbitro, o almeno chi ha scritto le regole di quella gara, collabora con uno dei due giocatori.

Ma facciamo i nomi. Il primo è quello del principale beneficiario delle somme finora stanziate dal Comune per la monorotaia: l’ingegnere Giorgio Boldreghini, esperto di sistemi di trasporti e a capo della società di ingegneria Tecnopolis con sede a Casalecchio di Reno, che ha già incassato per il suo lavoro sul People mover dal 2007 a oggi 188 mila euro. Boldreghini è uno dei progettisti iniziali del People mover, ma soprattutto uno di coloro che hanno preparato la gara d’appalto. L’altro nome è quello del Ccc, Consorzio cooperative costruzioni, che quella gara d’appalto scritta da Boldreghini ha vinto con una concessione di 35 anni.

Il punto è che la Tecnopolis di Boldreghini è in altri affari con Ccc da anni. Sul sito internet della società di progettazione di Casalecchio, nella lista dei clienti figura per esempio la Coop costruzioni, braccio operativo del Ccc nella eventuale realizzazione del People mover. Molte sono anche le ristrutturazioni o le costruzioni (per esempio di supermercati Coop) in cui Ccc (costruzione) e Tecnopolis (progettazione) sono l’una a fianco all’altro. Nel dicembre 2008 (proprio nei mesi in cui il Ccc vince la gara d’appalto messa su da Boldreghini) le due società portano a termine i lavori nell’ex-cinema Ambasciatori di Bologna, in pieno centro cittadino, una libreria Coop con annesso ristorante. Attualmente, sempre per citare un altro esempio, Ccc e Tecnopolis sono entrate in uno stesso raggruppamento di imprese nel progetto del contestato inceneritore di Parma.

Nel maggio 2008 la prima gara d’appalto per il People mover alla cui preparazione partecipa anche Boldreghini va a vuoto. Evidentemente, così come era congegnata, non faceva gola ad alcuna impresa. Tuttavia il Comune proroga l’incarico a Boldreghini fino al dicembre dello stesso 2008 affinché riveda le condizioni di gara per trovare delle aziende che concorrano alla gara d’appalto in project financing. Partono così verso le tasche di Boldreghini 25 mila euro (altri 18.360 euro saranno pagati a un avvocato che segua le pratiche per il secondo bando di gara). Al secondo tentativo Boldreghini raggiunge il suo obiettivo e alla gara d’appalto partecipano due raggruppamenti. Da una parte un gruppo di imprese spagnole guidate dal colosso Acciona e dall’altra il Ccc, di Bologna. Vince il Ccc, che si aggiudica l’opera in project financing (pensata da Boldreghini) con una concessione di 35 anni.

Ma i soldi spesi per le consulenze e principalmente versati a Boldreghini sono moltissimi in questi anni. Già dal lontano 2005, quando l’opera fu voluta dalla giunta di Sergio Cofferati, l’ingegnere della Tecnopolis fu tra i primi progettisti del People mover. Da allora, tra un rinvio e l’altro dell’opera, l’ingegnere è stato spesso richiamato da Palazzo d’Accursio per delle consulenze profumatamente pagate riguardanti proprio il People mover.

Nel 2007 gli viene affidata dal direttore del settore mobilità, Cleto Carlini, una consulenza da 61.200 euro per un supporto tecnico alla realizzazione di People mover e Metrò (opera di cui è anche progettista, ma che non vedrà mai la luce). Ma il Comune non aveva dei tecnici tra i suoi 5 mila dipendenti? “Nell’ambito degli organici dei settori Mobilità e Lavori pubblici – dichiarò Carlini – non risultano attualmente disponibili professionalità aventi competenza nel settore del trasporto rapido di massa, anche in relazione a pensionamenti e avvicendamenti avvenuti di recente”.

Nel dicembre 2009, Boldreghini viene nuovamente nominato dalla giunta Delbono come supporto al Rup, il Responsabile unico per il procedimento del People mover. Boldreghini riceve 14 mila euro per due mesi di lavoro, fino alla presentazione del progetto definitivo dell’opera, “con particolare riferimento alla fase di elaborazione del progetto definitivo a cura del concessionario”. Il concessionario sono gli amici del Ccc con cui Boldreghini potrà così lavorare a stretto contatto.

Intanto il People mover e la sua progettazione continuano a macinare spese. A marzo 2010, per lo stesso incarico di supporto al Rup, l’ingegnere Michele Tarozzi viene pagato 70 mila euro. Nell’incarico si parla ancora di metrò. Il 29 luglio dello stesso 2010 per lo stesso motivo vengono stanziati dal commissario prefettizio, Anna Maria Cancellieri, 88 mila euro a favore ancora della Tecnopolis e di Boldreghini. Nel frattempo i tecnici interni pare fossero stati trovati. Ma? Ma il capo del settore mobilità del Comune di Bologna, Cleto Carlini, esattamente come 3 anni prima giustifica la super-consulenza a Boldreghini con una nuova motivazione: troppi sono “i carichi di lavoro del personale all’interno del proprio settore” e inoltre i tecnici “in possesso di specifica professionalità sono interamente occupati su altri progetti ugualmente prioritari per l’amministrazione”.

Quali sono questi progetti prioritari che tanto tenevano occupati i tecnici interni al Comune? Il Civis, il filobus a lettura ottica al centro di una inchiesta giudiziaria per corruzione (in cui è coinvolto lo stesso Ccc)? Oppure il Metrò? Di certo c’è solo che queste priorità, finanziate da tutte le giunte e i commissari degli ultimi 10 anni, non accenderanno mai i motori.