In una graziosa libreria nel cuore di Baščaršija, il vecchio quartiere turco di Sarajevo, tra i moltissimi volumi dedicati alla guerra in Bosnia trovo Survival Guide Sarajevo, un libro originale e intelligente per descrivere e cercare di far comprendere la vita quotidiana durante l’assedio più lungo che la storia moderna ricordi.

Scritta a Sarajevo tra l’aprile del 1992 e l’aprile del 1993 e distribuita dalla casa editrice Workman Publishing di New York, la guida fa parte di un progetto più vasto portato avanti nei primi anni ’90 da Fama, una società di produzione indipendente che, nel periodo anteguerra, aveva lavorato principalmente con la televisione di Stato.

Durante il conflitto, nella città assediata, sotto il fuoco costante dei mortai e dei cecchini, in condizioni di lavoro impossibili, Fama iniziò la raccolta, insieme ad artisti e intellettuali sarajevesi, di informazioni utili per sopravvivere.

Survival Guide Sarajevo può essere letta come una versione di guerra di una guida Routard. I lettori, pagina dopo pagina, vengono condotti attraverso una città senza trasporti, alberghi, taxi, telefoni, negozi alimentari, riscaldamento, acqua, informazioni, elettricità. È una cronaca che mostra Sarajevo come un luogo di sperimentazione, dove la creatività, obbligatoriamente cinica, riesce a vincere sul terrore quotidiano. Una mappa di sopravvivenza realizzata girando per le strade, parlando con le persone, vivendone gli stessi disagi e gli stessi lutti.

Il risultato ottenuto, nella sua drammaticità, è straordinario. Nelle circostanze impossibili si dimostra che la vita e la cultura sopravvivono. Nella Sarajevo assediata vengono pubblicati giornali, vanno in onda trasmissioni radiofoniche, esistono luoghi dove ritrovarsi a giocare a biliardo, gli appartamenti vengono adibiti a scuole, le donne si specializzano in ricette culinarie fatte di nulla.

Di seguito alcuni brani, molto incisivi, di questa originale testimonianza:

Bevande. L’acqua e il tè sono le bevande più consumate in città. Un tempo l’acqua di Sarajevo era nota per la sua purezza. Oggi, prima di essere bevuta, va bollita e mischiata con una pillola. Ne esistono di due tipi: pillola bianca per due litri di acqua, pillola verde per cinque litri di acqua. I problemi nascono quando si possiede una pillola verde e meno di due litri d’acqua. Cosa ci sia dentro le pillole è un segreto che conoscono, forse, solo i funzionari dell’Umprofor, la forza di protezione dell’Onu che detiene il monopolio delle pillole. Alcol, succhi di frutta e latte in polvere sono difficili da trovare e molto costosi e bisogna cercarli al mercato nero. Al quarto piano di un palazzo vive una donna con la sua mucca. Lei all’interno dell’appartamento abbandonato, la mucca sul balcone.

Librerie. Tutte le vetrine delle librerie sono andate distrutte e il numero dei romanzi e dei libri di intrattenimento è andato rapidamente scomparendo. C’è un crescente interesse per i libri stranieri e per i dizionari. Tutti sono interessati alle altre lingue straniere, il prezzo non ha importanza.

Souvenir. Il più gettonato è la scheggia di mortaio. Si possono trovare ovunque: nelle strade, nelle piazze, sui balconi, all’interno delle abitazioni. I proiettili hanno un prezzo inferiore. Se non si hanno soldi si possono barattare con un buono alimentare.

Regali. Una bottiglia di acqua pulita, una candela, un pezzo di sapone, shampoo, aglio, cipolla, un secchio di carbone, qualche tronco di legno. Le scarpe di pelle di serpente sono eccellenti per correre da un incrocio all’altro ed evitare i colpi dei cecchini.

Lo scorso inverno ha dimostrato che i libri di Ilich Vladimir Lenin bruciano molto bene.

Attività ricreative. Carte: si gioca generalmente per le scale dei palazzi. Nessuno gioca per denaro ma per una bottiglia di olio, pesce in scatola e altri beni di prima necessità; Giochi per bambini: conteggio delle granate che piovono sulla città, raccolta dei rami degli alberi abbattuti, raccolta di pallottole, scambio e collezione di schegge di mortaio; Corsa: unica regola del gioco, correre il più rapidamente possibile. Non ci sono limiti di età.

Consigli per il viaggiatore. Quando venite a Sarajevo dovete essere preparati, pronti e maturi. Una visita alla città potrebbe essere la decisione più importante che prenderete nella vostra vita. Portate con voi un paio di scarpe comode per correre più velocemente, pantaloni con molte tasche, marchi tedeschi, pillole per l’acqua, batterie, un barattolo di vitamine, conserve alimentari, bevande e sigarette. Molte di queste cose saranno un’utile merce di scambio. Bisogna essere preparati a saltare i pasti, riuscire a trasformare un problema in uno scherzo, essere rilassati in momenti impossibili, essere pronti a dormire in uno scantinato e camminare e lavorare in condizioni di pericolo, rinunciare a tutte le vostre abitudini, utilizzare il telefono quando funziona e ridere quando non funziona. Riderete molto”.