“Sono felice di una cosa, di aver tenuto duro, di non aver lasciato prima l’azienda pubblica, nonostante le pressioni subite in tutti questi anni, perché almeno abbiamo avuto l’occasione di stanarli, volevano cacciarci”. Sono queste le parole di Serena Dandini, durante la conferenza stampa indetta oggi a Roma per spiegare le ragioni del divorzio con la Rai. La conduttrice di “Parla con me” mostra rammarico nel dover dire addio all’azienda pubblica, ma nello stesso tempo non perde la sua ironia pungente. Lo fa quando picchia duro sul Direttore generale, Lorenza Lei, considerata “più brava di Masi” perché capace “di completare il lavoro”. Intendendo, forse, di aver agevolato l’uscita di personaggi scomodi, come: Santoro e Saviano. In maniera più seria ci tiene, poi, a ribadire che l’azienda ha diffuso falsità sul suo conto e rivendica la paternità del programma. “Mai avrei lasciato i miei autori, perché sarebbe stato come tradirli dopo sette anni di condivisioni”, afferma la Dandini. Per solidarietà, in sala arriva anche Michele Santoro che si dice “pronto a tutto per aiutarli, anche a fare il trasloco”. E poi aggiunge: “Non si può nemmeno più usare la parola censura in Rai, se non ci sono ragioni aziendali: è censura, che altro?”.
Video di David Perluigi, montaggio Irene Buscemi

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