La Fiom chiama e i lavoratori rispondono. Circa duecento persone ieri sera si sono radunate sotto i cancelli della Ducati Motor, la storica fabbrica bolognese, per una delle quattro notti bianche, anzi rosse, organizzate dal sindacato dei metalmeccanici in tutta Italia. Una veglia per prepararsi alla mobilitazione nazionale di oggi contro la manovra economica. Ma anche una vera e propria festa, con tanto di musica e buffet, messa in piedi per unire i lavoratori e aumentare la partecipazione allo sciopero.

“Abbiamo deciso di ritrovarci questa sera davanti a un’azienda simbolo dell’Emilia Romagna per rafforzare le ragioni della mobilitazione – ha detto Bruno Papignani, segretario della Fiom Bologna – Ma sia chiaro: non credo che dopo lo sciopero il governo farà marcia indietro e cambierà la sua politica nei confronti dei lavoratori. O almeno non lo farà in tempi brevi. Per questo non basta scendere in piazza domani. È indispensabile dare continuità a tutte le iniziative di protesta e di lotta”. Immancabile la frecciatina alla Cisl: “Bonanni è avvisato: Scioperiamo di giorno ma facciamo manifestazioni anche di notte”.

In attesa dei cortei che in mattinata sfileranno per le vie del centro al grido di “ades basta”, a Bologna (come a Milano, a Taranto e a Torino) la Fiom ha deciso quindi di giocare d’anticipo, chiamando a raccolta i lavoratori la sera prima della manifestazione. All’appello ha risposto anche il Pd bolognese, rappresentato dal segretario provinciale Raffaele Donini che puntuale si è presentato davanti allo stabilimento di Borgo Panigale: “L’abbiamo detto fin dall’inizio: parteciperemo a tutte le proteste per contrastare questa manovra – ha commentato Donini – e non solo a fianco della Cgil”.

Svestite le tute e indossate le magliette rosse della Fiom, decine di operai hanno deciso di tornare davanti alla loro fabbrica, pur avendo una giornata di lavoro alle spalle. Bivaccando in un cortile trasformato per l’occasione in una sorta di “piazza di paese”, hanno discusso, mangiato e bevuto. Sempre in piedi, proprio come si fa nelle sagre affollate e improvvisate. Ed è bastato ascoltare qualche conversazione per capire che ai lavoratori della Ducati non fa paura solo la manovra di Tremonti. In quell’azienda che lo scorso inverno ha deciso di trasferire parte della produzione in Thailandia e che oggi sembra far gola ai tedeschi della Mercedes, lo spettro dei licenziamenti è dietro l’angolo. “Abbiamo scelto di fare questo presidio notturno davanti alla Ducati non a caso – ha spiegato una delegata della Fiom – siamo molto preoccupati per il futuro perché ancora oggi non sappiamo la sorte dei lavoratori di questa fabbrica”.