“Con Brunetta c’è amicizia”. Umberto Bossi tenta di ridimensionare la sparata di martedì sera sul ministro della Pubblica amministrazione, definito un “nano veneziano che rompe i coglioni”. Ma più che la nottata, a portare consiglio sarebbe stata una telefonata del premier a cui Renato Brunetta si è rivolto in cerca di solidarietà. E puntuale è arrivata anche la “benedizione” pubblica del Pdl. Angelino Alfano ha infatti fatto sapere all’Ansa di aver chiamato il nano veneziano per “esprimergli la piena stima e amicizia del Pdl”.

Quella che viene declassata a “battuta infelice”, è stata la prima ad aprire un martedì notte conclusosi solo alle otto del mattino quando il leader del Carroccio ha deciso di andare a dormire. Una lunga notte, quella di martedì, trascorsa nei soliti luoghi leghisti. Alle 21 comizio al Palazzetto di Ponte di Legno, alle 23 al ristorante Santa Lucia, alle una circa il trasferimento all’hotel Mirella e infine, alle cinque del mattino, l’ultima tappa: il castello di Bruno e Davide Caparini. Sancendo così la pace anche con gli storici sostenitori del Carroccio. I Caparini, infatti, hanno sempre ospitato Bossi durante le vacanze di ferragosto. Ma quest’anno il tentativo di sostituire Marco Reguzzoni da capogruppo a Montecitorio aveva allontanato la famiglia dal senatur, tanto che lui si è presentato solamente il 15 sera. E solo poco prima delle cinque del mattino ha accettato di tornare al castello. Qui è rimasto a parlare con i due Caparini, alcuni giornalisti e qualche uomo della scorta, fino alle otto. E così zittisce anche le voci sulle spaccature interne alla Lega, anche se evidenti. Con una parte del Carroccio schierata a favore di Roberto Maroni e il cerchio magico (capitanato da Rosy Mauro) sempre più stretto attorno a Bossi. Lui getta acqua sul fuoco. “La Lega è compatta, ogni tanto viene fuori qualche bisticcio ma sulle cose da niente, non sulle idee né sul viaggio che stiamo facendo: la Lega è compatta come nessun’altra forza politica”, dice.

La prima notte a Ponte di Legno finisce dopo quasi 12 ore consecutive trascorse a fumare sigari e conversare per lo più sulla situazione del governo. Con qualche siparietto. Quando gli chiedono se anche quest’anno il 18 agosto parteciperà alla cena di compleanno di Giulio Tremonti all’hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore, Bossi prende il telefonino e chiama il figlio Renzo. “Vai dal direttore della Padania, procurati gli ultimi due libri di Miglio che li voglio regalare a Giulio”. E anche riguardo al ministro dell’economia ridimensiona le sue dichiarazioni. Quel “discorso molto fumoso” detto mentre Tremonti cercava di spiegare la manovra, Bossi lo spiega dicendo che “non era una critica, ma io gli avevo detto di evitare – confida – e di aspettare, preparare tutto per bene. Così invece ha mostrato il fianco alla sinistra”. Nessun attrito, garantisce. Anche se il titolare di via XX Settembre non aveva certo preso bene il commento del leader del Carroccio. Ma tant’è, tra pochi giorni si festeggia. Meglio fare pace con tutti. I Caparini, Tremonti, Brunetta. Persino su Domenico Scilipoti, il senatùr, si trattiene. “Fino a quando c’era Fini, con i suoi voti, era più facile governare”, dice. Quindi ben vengano gli scilipotiani, “quando si ha bisogno ci si regge con quello che si può trovare: meglio Scilipoti che quella scienziata, la Montalcini”, spara Bossi ridendo. E scatenando le polemiche. Renata Polverini è la prima a scagliarsi contro le “sparate della Lega” che “sono il disonore della politica”. La governatrice Pdl del Lazio, del resto, non perde occasione per attaccare il Carroccio. Ma per Bossi non sembra importante. Sono battibecchi, dice. E il bilancio della prima nottata a Ponte di Legno appare positivo. Ora non rimane che trasferirsi in Cadore, dove già mercoledì mattina arriverà Roberto Calderoli, e attendere giovedì il compleanno di Tremonti per chiudere definitivamente gli attriti anche con il ministro dell’Economia. Perché per ora il governo “è stabile e non c’è alcun rischio, deve andare avanti con forza”. Ottenute le garanzie sulle possibili modifiche da apportare alla manovra, per Bossi non rimane che riposarsi prima di tornare a Roma. Dove “incontrerò anche Bersani, per parlarne un po’”.