Inflazione e Pil rivisti al rialzo, ma non per l’Italia, che resta indietro rispetto ai partner europei. Questo, in sintesi, il contenuto del bollettino mensile della Banca Centrale europea. La ripresa italiana si caratterizza, infatti, per una “debolezza relativa” se paragonata a quella delle altri grandi economie dell’eurozona: Germania, Francia e Spagna.

L’Italia – rileva Francoforte – è l’unico dei quattro paesi presi in esame dove il valore aggiunto nel settore industriale ha registrato un aumento “lievemente più contenuto” rispetto a tutte le precedenti riprese, laddove gli altri hanno registrato un aumento “notevole” rispetto alle precedenti espansioni. Roma costituisce “un’eccezione” anche per quanto riguarda la bilancia commerciale, essendo l’unica a non aver visto le proprie esportazioni riportarsi su livelli pari o prossimi a quelli massimi rilevati prima della recessione. Per quanto riguarda gli investimenti la ripresa – prosegue la Bce – è più contenuta in Italia e Spagna, stabile in Francia e ai massimi dal 1970 in Germania.

“La debolezza relativa della ripresa italiana – spiega l’Eurotower – non può facilmente spiegarsi solo con la struttura economica generale del paese”. Secondo la Bce è quindi probabile che nel caso di Roma abbiano rilevanza fattori come “le differenze a un livello ancora più dettagliato tra le strutture delle branche di attività economica, la specializzazione nei prodotti materiali, la competitività, il grado di concorrenza rispetto ai paesi con ridotti costi di produzione e le differenze nelle principali destinazioni delle esportazioni”.

Il bollettino mensile della Bce riporta anche la dichiarazione rilasciata dal presidente Jean Claude Trichet domenica 7 agosto sull’Italia e la Spagna in cui si apprezzano le misure annunciate dai due Paesi ma si sollecita ad attuarle subito. “Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea – afferma Trichet – accoglie con favore gli annunci dei governi di Italia e Spagna in materia di nuove misure e riforme nei settori delle politiche fiscali e strutturali. Il Consiglio direttivo ritiene essenziale un’attuazione decisa e celere di queste misure da parte di entrambi i governi per migliorare significativamente la competitivita’ e la flessibilità delle rispettive economie e per ridurre rapidamente i disavanzi di bilancio”.

Pil e Inflazione. Secondo le stime della Banca centrale, nel 2011 il Pil europeo dovrebbe crescere dell’1,9% contro +1,7% stimato in precedenza mentre nel 2012 dovrebbe crescere dell’1,6% contro +1,7% previsto in precedenza. Le aspettative di inflazione per il 2011 e il 2012 si collocano al 2,6 e al 2% rispettivamente, con una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali per entrambi gli orizzonti rispetto all’indagine precedente.