Società | di Luigi Franco | 21 luglio 2011
“L’Aids continua a colpire e il silenzio
del governo è imbarazzante”
Alessandra Cerioli, presidente della Lila, denuncia le ingerenze del Vaticano e la mancanza di campagne di prevenzione e di informazione efficaci. In Italia ogni due ore una persona viene contagiata dal virus dell'Hiv. "E alcune regioni, come la Lombardia, non hanno ancora attivato il servizio di sorveglianza"
Di chi è la colpa?
“Ad esempio delle ingerenze del Vaticano. In Italia non si parla di sesso, di orientamento e salute sessuale. Siamo vincolati da quello che il Vaticano dice che si può fare e non fare. Il ministero della Salute non ha mai parlato di uomini che fanno sesso con altri uomini, a differenza di quanto accade nel resto dell’Europa occidentale”.
Servono quindi più campagne di informazione.
“E che non siano basate su pregiudizi religiosi. Bisognerebbe poi studiare l’epidemia nel nostro Paese. Capire chi si sta infettando in questi anni”.
Non lo sappiamo?
“Secondo i dati ufficiali la maggior parte di chi contrae il virus è costituita da persone eterosessuali, ma secondo noi ci sono tantissimi giovani omosessuali. Non sappiamo nemmeno quante persone in Italia si sottopongono al test Hiv. Alcune regioni poi non hanno attivato il servizio di sorveglianza, cioè la segnalazione in forma anonima al ministero dei test che danno un risultato positivo. Tra queste c’è anche la Lombardia, che è la regione con il più alto numero di nuove infezioni. E a fronte di questa situazione i tagli nella manovra del governo causeranno nuovi problemi alle persone sieropositive, ad esempio in termini di accesso ai farmaci”.
Fuori dall’Italia il governo ha anche fatto mancare i 260 milioni di euro promessi da Berlusconi al Fondo globale.
“Un presidente del Consiglio dovrebbe dimostrare di essere credibile e mantenere gli impegni. Lui non lo ha fatto. Mancanza ancora più grave se si pensa che il Portogallo, benché più in crisi dell’Italia, ha versato i finanziamenti. E che il Giappone, nonostante il disastro di Fukushima, si è scusato in tutti i modi per il ritardo nei pagamenti e ha assicurato che ad essi provvederà il prima possibile”.
Che cosa significano quei 260 milioni in pratica?
“Fornire farmaci antiretrovirali salvavita a più di 100mila persone che vivono con l’Hiv, dare trattamenti salvavita a più di 284mila persone con la tubercolosi, donare 8 milioni di zanzariere per proteggere le famiglie dalla malaria”.
Italia, anno 2011: la discriminazione è ancora un problema per chi ha contratto l’Hiv?
“Ci sono casi di mobbing e di aziende che, come Lufthansa, hanno chiesto il risultato del test prima dell’assunzione. E poi c’è lo stigma, ovvero come la società ti vede: essere sieropositivo spesso significa essere considerato una persona libertina o che ha fatto uso di stupefacenti. Ma non è così”.
Lei oggi ha 50 anni. Da 27 sa di essere sieropositiva. La sua è una vita normale?
“Ho fatto un percorso e ora penso che la mia vita sia normale. Ho avuto un’associazione dietro che mi ha permesso di crescere. Bisogna essere forti, avere coraggio, chiedere aiuto alle organizzazioni. E non nascondersi”.





