Nessun volontario di servizio civile per la Croce Blu e per l’Admo di Modena, ma ben dieci per la confraternita della Misericordia presieduta da Daniele Giovanardi, fratello del più noto Carlo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Questi i risultati della nuova assegnazione di volontari per enti ed associazioni che ne hanno fatto richiesta al Comune di Modena tra il 2010-2011.

E a sollevare l’evidente discrasia numerica pro fratelli Giovanardi è stato Paolo Trande (ex direttore sanitario della Croce Blu), oggi capogruppo del Partito Democratico al Comune di Modena, che non smorza i toni di una polemica che investe il capoluogo emiliano ipotizzando il coinvolgimento di Giovanardi: “Se così fosse, sarebbe una cosa davvero bassa e meschina”.

La minuta truppa dei giovani volontari che quest’anno sono stati arruolati a Modena (solo 53 contro i 74 del 2010 e gli 84 del 2009) è stata distribuita tra enti e associazioni a seconda dei progetti presentati in consiglio comunale.

Anche se molti enti si sono visti ridurre il numero dei volontari assegnati, a causa del taglio dei finanziamenti statali. L’amministrazione comunale, ad esempio, è passata dai 38 volontari dell’anno scorso, a 16. I più fortunati sono riusciti a mantenerne il numero dell’anno scorso (come l’Associazione italiana sclerosi multipla, che ha conservato i suoi tre volontari) o addirittura a guadagnarne qualcuno in più come la Caritas diocesana che è passata da 11 a 13.

La fetta più generosa è però andata alla confraternita di Giovanardi, che oltre ai sei giovani dell’anno scorso, ne ha ottenuti altri quattro. Le uniche due associazioni che sono rimaste a bocca asciutta, invece, sono la Croce Blu, che ha perso tutti i 12 volontari di servizio civile assegnati l’anno scorso, e l’Admo, che si è vista azzerare gli unici due posti che aveva.

Naturalmente penso sia del tutto casuale che il presidente della Confraternita sia il fratello del ministro preposto”, osserva Trande. Tra le sue deleghe di sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, Carlo Giovanardi detiene anche quella al servizio civile.

“I dati dicono questo”, continua Trande, “che la Misericordia aumenta di quattro e la Croce Blu viene letteralmente messa in ginocchio”. Dall’altra parte, Daniele Giovanardi bolla l’accusa come “ridicola” e sottolinea invece come sia stata premiata “la qualità della proposta” avanzata dalla confraternita.

I volontari del servizio civile non percepiscono una retribuzione, ma un rimborso spese, irrisorio certo (poco più di 400 euro), pagato con i fondi stanziati dallo Stato. In sostanza le associazioni di volontariato presentano un progetto, con relativa richiesta di volontari, successivamente approvato o meno dal dipartimento delle politiche per la famiglia, presieduto da Carlo Giovanardi. I volontari pertanto sono “smistati” nelle diverse associazioni di volontariato, ma pagati direttamente dal dipartimento statale su un conto corrente dedicato.

“La riduzione dei fondi – spiega Trande – è stata notevole. Negli ultimi cinque anni il finanziamento statale per il servizio civile nazionale è diminuito di oltre il 60%, passando dai 50.000 giovani coinvolti nel 2007 ai 20.000 del 2010. Il problema è dunque che tale riduzione non è stata distribuita in modo uniforme, ma disomogenea tra gli enti che utilizzano i volontari. Certo non ho elementi per dire se sia un caso o meno che il dipartimento che accetta i progetti e decide la ripartizione dei volontari sia presieduto da Giovanardi, quello che so è che la Croce Blu li diminuisce e la Misericordia li aumenta, pur svolgendo lo stesso servizio”.

Si parla di quegli stessi fondi per i quali Carlo Giovanardi minacciò, lo scorso marzo, le dimissioni, ricevendo la promessa dal premier Silvio Berlusconi di ottenere il reintegro delle risorse, quelle che il ministro dell’economia Giulio Tremonti gli aveva sottratto.

In tempi di cure dimagranti come quelle attuali, pensare ad aumenti dei fondi statali risulta impensabile. Ma a rincarare la dose è la direttrice della Misericordia di Modena e Bologna, Anna Maria Lombardo: “Abbiamo presentato un progetto che, basandosi sui dati di Asl e di vari osservatori, si è voluto incentrare sull’accompagnamento degli anziani alle visite sanitarie. Abbiamo così ridotto notevolmente i tempi di attesa e agiamo a servizio della cittadinanza. Non siamo gli unici ad aver ottenuto aumenti di volontari. Trande dovrebbe leggersi bene gli elenchi prima di lasciarsi andare a questo tipo di accuse”.

Elena Boromeo e Felicia Buonomo