Dopo avere gettato su di lui la responsabilità della norma salva Fininvest, Berlusconi sferza Tremonti. “Pensa di essere un genio e crede che tutti gli altri siano dei cretini – dice il premier -. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così, ma è l’unico che non fa gioco di squadra”. Confidenze rilasciate subito dopo la presentazione del libro del “responsabile” Domenico Scilipoti a un giornalista di Repubblica. Un colloquio smentito dal premier, che ha annunciato un incontro nel pomeriggio con il ministro dell’Economia a Palazzo Chigi per “stilare insieme” l’agenda politica.

Ma  “dall’amichevole conversazione”, come l’ha definita Berlusconi, esce uno sfogo a tutto campo, in cui il Cavaliere ribadisce che nel 2013 non sarà lui il candidato premier del centrodestra, ma al suo posto ci sarà il neo segretario del Pdl Angelino Alfano. Mentre il più adatto a salire al Quirinale, dice Berlusconi, è Gianni Letta. Poi la convinzione che non ci saranno elezioni anticipate, grazie anche alla “solidissima” alleanza con la Lega. E che le inchieste in corso che lo riguardano “finiranno nel nulla”. Fino a un nuovo attacco “al partito dei giudici”.

TREMONTI – Poco lusinghiere le parole del premier sul ministro dell’Economia. “Lui pensa di essere un genio e crede che tutti gli altri siano dei cretini. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così, ma è l’unico che non fa gioco di squadra”, dichiara. “Alla fine non può fare niente. Anche lui: dove va? Anche nella Lega hanno un po’ preso le distanze”. Sul termine con cui Tremonti ha apostrofato il ministro per la Pubblica amministrazione, Berlusconi dice: “Quel ‘cretino’ è emblematico: Brunetta, giustamente, parlava ai nostri elettori, lui invece parla solo ai mercati”.

LA NORMA ‘SALVA-FININVEST’ – Berlusconi attribuisce la paternità della norma al ministro dell’Economia e al Guardasigilli. “Hanno fatto tutto Tremonti e Alfano. Io nemmeno la volevo – afferma – ma resto dell’idea che sia un provvedimento sacrosanto”. Per questo “la riproporremo in Parlamento”. Il Cavaliere smentisce che la norma sia stata fatta per la Fininvest, “anche perché, ne sono sicuro, i cinque magistrati della Cassazione ribalteranno il verdetto”.

PALAZZO CHIGI E QUIRINALE – Alle prossime politiche, dichiara Berlusconi, “il candidato premier del centrodestra sarà Alfano. Io, se potessi, lascerei già ora. Non mi dimetto – sottolinea – però verrebbe voglia”. “Credo che siano tutti d’accordo. Io farò la campagna elettorale e aiuterò Angelino. Farò il ‘padre nobile’. Cercherò di costruire il Ppe in Italia, ma a 77 anni non posso più fare il presidente del consiglio”. Il Colle, prosegue il Cavaliere, “non è per me. Al Quirinale ci andrà Gianni Letta. E’ la persona più adatta e ha ottimi rapporti anche con il centrosinistra. Avrebbe anche i loro voti”.

LEGA NORD – “L’intesa con Bossi è solidissima, e ho un buon rapporto anche con Maroni e Calderoli”, assicura Berlusconi. I movimenti all’interno del Carroccio dipendono dalle “nuove generazioni”. “E’ giusto. Capiscono che io e Umberto prima o poi dobbiamo essere sostituiti. E si preparano”, afferma il premier. “Con una piccola differenza rispetto al Pdl: ci sono tanti giovani di valore come Reguzzoni o Cota, ma non hanno ancora trovato il successore di Bossi”.

ESECUTIVO TECNICO ED EX ALLEATI – Per Berlusconi “non c’è alcuna possibilità che nasca un esecutivo tecnico”. Il premier non ha paura che il leghisti escano dalla maggioranza: “Dove vuole che vadano? Tutti quelli che si staccano – sottolinea – fanno una brutta fine. Pensate a Fini e Casini. Quelli del Fli ormai sono inesistenti. Il loro progetto politico, una volta fallito l’assalto del 14 dicembre, è il nulla”. Quanto al leader dell’Udc, “ha due possibilità: o va da solo come Terzo polo o, come penso, farà un patto di apparentamento con noi quando saprà che il candidato premier non sono io”, afferma. “A sinistra non può andare perché altrimenti perde i due terzi dei suoi elettori. E la legge elettorale resta questa. Non se ne esce”.

LE INCHIESTE – Sulle inchieste che lo riguardano e che vedono coinvolti esponenti del suo governo, per Berlusconi “la verità è che il partito dei giudici si sta preparando alle prossime elezioni. Tutti cercano dei meriti per farsi candidare. La loro è semplice invidia sociale”. L’inchiesta sulla P4 “è solo fango e finirà nel nulla. Io poi in quell’inchiesta non sono proprio entrato. Quel Bisignani non l’ho mai conosciuto”, e “sul dottor Letta posso mettere la mano sul fuoco”. Quanto all’ipotetica struttura Delta che avrebbe fatto gli interessi dei Berlusconi all’interno della Rai, il premier dice: “Se fosse vero, sarebbe una struttura di coglioni. Non hanno condizionato un bel nulla, la Rai ci è sempre stata contro. Le sembra che siamo mai riusciti a farci fare un favore dalla Rai? Nel Cda poi… meglio che non parlo”.