Il deputato del Pdl Alfonso Papa si difende in Giunta per le autorizzazioni della Camera e spiega che tutta questa storia dell’inchiesta sulla P4 che lo coinvolge nasce da un astio profondo da parte dei suoi ex colleghi magistrati napoletani nei suoi confronti.

Dopo aver depositato una lunga memoria difensiva, il parlamentare ha detto ai componenti della Giunta di essere un “perseguitato da una fazione dell’Unicost napoletana”. Secondo quanto riferiscono alcuni esponenti della Giunta, secondo Papa tutto avrebbe origine dal fatto che lui, quando era magistrato, aveva affiancato Agostino Cordova, prendendo posizione contro i sostituti che lo avversavano. L’indagine nei suoi confronti sarebbe dunque “il frutto di persecuzione giudiziaria di un gruppo di magistrati tra cui De Magistris, Woodcock, Narducci e Curcio che lo avevano avversato all’epoca dei fatti”. Ora Papa sta raccontando ai colleghi deputati lo spaccato della vita associativa della magistratura napoletana da cui esce un quadro definito da alcuni componenti della Giunta “assolutamente delegittimante”.

L’esponente del Pdl racconta, dunque, di un “conflitto” tra diverse fazioni di magistrati. Uno scontro che ha portato, a distanza di anni, ad una vera e propria “vendetta” nei suoi confronti. “La Procura di Napoli non fa una bella figura”, ha spiegato Enrico Costa, del Pdl, lasciando la Giunta. “Sono sicuro che Papa verrà assolto dalla vicenda penale”, gli ha fatto eco Maurizio Paniz. Fermo restando le critiche dell’opposizione (“Papa non ha fatto alcun acceno al merito dell’ordinanza”, per Marilena Samperi del Pd), la Lega si è mostrata attendista: “Lo scenario dipinto suscita diverse perplessità. Non ce lo aspettavamo, ma Papa ha aggiunto fatti nuovi che vanno approfonditi”, ha spiegato Luca Paolini.