Sembra quasi che la vicenda giudiziaria che ha sollevato una bufera sul Comune di Parma sia stato il pretesto. Alle dimissioni, l’assessore Giuseppe Pellacini, ci pensava già da un po’ avendo più volte espresso il proprio parere contrario all’eccessivo indebitamento del Comune di questi mesi. “Non voglio esprimere pareri sull’operazione ‘Green money II’, perché ritengo lo debba fare la magistratura – afferma Pellacini, dopo aver annunciato di aver consegnato una lettera con le proprie dimissioni -. Ma non mi trovo d’accordo con l’eccessivo indebitamento del Comune, assolutamente non condiviso. Ritengo quindi che il Comune debba presentare piani di risanamento seri degli enti locali, che i consiglieri dell’Udc voteranno in consiglio in completa libertà. Per quello non ritengo opportuno continuare la mia esperienza in giunta”.

Una posizione pienamente condivisa dal proprio partito, l’Udc, che si stacca quindi dalla maggioranza comunale, aprendo nuovi scenari anche in vista delle future coalizioni per la corsa alla giunta comunale. Segno che il vento, a Parma, è cambiato definitivamente. “Abbiamo lavorato in squadra e ci siamo trovati bene per molti anni – commenta l’onorevole Mauro Libè -. Ma ora abbiamo una visione diversa. Non stiamo abbandonando la barca: valuteremo con coscienza ogni decisione che proporranno per il bene della città. E sulle vicende giudiziarie non vogliamo mettere parola”.

Libè spiega che non sarà più come prima: “Già dalle elezioni Provinciali qualcuno, non noi, aveva messo in discussione l’esperienza civica che in Comune aveva funzionato in questi anni – prosegue Libè -. Il problema comunque ce lo porremo al momento di andare al voto. Certo è che la presenza della Lega cambierebbe sicuramente gli accordi”.

Una critica a Vignali, da parte di Pellacini, arriva però sulle scelte effettuate dopo lo scoppio dell’inchiesta: “Ha annunciato di rimuovere tutte le figure apicali – spiega -. Ma il vertice, ovvero il direttore generale Carlo Frateschi, non è stato toccato. La richiesta di rimuoverlo dall’incarico è stata più volte palesata: la politica la devono fare i politici, non i dirigenti, altrimenti si sostituiscono i ruoli”.

Una richiesta già arrivata da più assessori, proprio coloro la cui fiducia è più incerta. Segno inequivocabile che qualcosa si è rotto e la maggioranza è ormai divisa. Tutto sta nel scegliere come arrivare al prossimo anno, quando si svolgeranno le elezioni comunali: con sindaco e giunta (seppur con qualche pezzo in meno), o con un commissario. Una questione che si sta affrontando in queste ore all’interno del palazzo di piazza Garibaldi. E che vede gli assessori e i delegati del sindaco in posizioni diverse.

“Il problema non è quello di rimanere a casa – spiega l’assessore allo sport, Roberto Ghiretti -. Ma di fare quello di cui ha bisogno la città. Se arrivasse un commissario, ora, non si potrebbero concretizzare molti progetti e farebbe sicuramente del male allo sport. Devo quindi mettere da parte ciò che direbbe il mio orgoglio e il mio ego, per prendere decisioni che vadano verso il bene comune. E lasciare Parma nelle mani di un commissario secondo me non andrebbe bene. Ci tengo molto a quello che sto facendo e non voglio che lo sport risenta di questa bufera giudiziaria”.

E’ palesemente contrariato invece il delegato del sindaco all’associazionismo, Ferdinando Sandroni: “Se la nuova politica dei 30enni è questa, siamo messi bene – afferma senza dubbio alcuno -. Siamo tornati indietro di cent’anni altro che rinnovamento: ho investito tanto sui giovani, ma vedo che si ripete un film già visto. Chi è stato arrestato aveva al massimo 40 anni”. Parma infatti non è nuova a episodi di corruzione: negli anni ’70 e negli anni ’90 ci furono altri arresti.

Ma mentre gli assessori si staccando dalla barca uno a uno, Vignali resta ancora attaccato alla poltrona, per quanto traballante. Molti dei suoi lo continuano a sostenere, come Civiltà per Parma, movimento vicino al sindaco guidato da Claudio Bigliardi. O il vicesindaco Claudio Buzzi. Ma nelle prossime ore qualcosa potrebbe cambiare: sono previste infatti due vertici in serata per fare il punto della situazione per Pdl e Civiltà per Parma. Certo che le dimissioni degli assessori si espandessero in preda a un effetto domino, il sindaco non potrebbe certo continuare a fare finta di nulla.