Silvio Berlusconi ha ceduto a tutte le richieste della Lega. Almeno a parole. Nel suo discorso a Palazzo Madama il premier ha elencato punto per punto le criticità della maggioranza sollevate dal Carroccio. Lo stop delle missioni in Libia? “Condivido le preoccupazioni sulla durata dell’operazione, in consiglio difesa c’è già il piano di riduzione dei costi e degli uomini”. Riforma fiscale? “Prima dell’estate, tre sole aliquote e più basse delle attuali”. Riforma Costituzionale con Senato Federale? “Prima dell’estate presenteremo un disegno di legge, sarà riforma storica”.  Persino il suo possibile abbandono nel 2013. Tolto il trasferimento dei ministeri al Nord, oggetto di un vertice notturno, il cronoprogramma distribuito a Pontida dal Carroccio è stato fatto proprio da Berlusconi. Del resto lo dice anche lui: “Ho ascoltato con attenzione il discorso di Umberto Bossi a Pontida”. E garantisce: “Hanno provato in tutti i modi a dividerci ma non ci sono riusciti e non ci riusciranno mai. Con la Lega c’è un’alleanza reale e solida”. Il Senatùr non ha assistito all’intervento del premier, perché assente dall’aula. Per il Carroccio a Palazzo Madama erano presenti i ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni.

Nel discorso a Palazzo Madama, il premier ha toccato molti tempi. A partire dal risultato elettorale delle amministrative e del referendum e alla richiesta dell’opposizioni di una crisi dell’esecutivo. “La vera anomalia è pretendere la caduta di un governo democraticamente eletto e legittimato in parlamento da più voti di fiducia”, ha detto. Il premier ha fatto riferimento al risultato negativo incassato alle amministrative e al voto sui referendum. “Abbiamo il massimo rispetto per le urne, nessuno minimizza o finge che non sia successo nulla, ma la richiesta di dimissioni al governo è assolutamente fuori luogo”.

“Sono certo che il governo uscirà rafforzato” dalla verifica parlamentare, ha affermato Berlusconi. “Condivido l’appello alla responsabilità e alla condivisione, dobbiamo trovare unità sui valori comuni”, dice il premier dicendosi d’accordo con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. “Il governo arriverà a fine legislatura”, dice ancora il premier. “Nessuno – sottolinea il cavaliere – in Europa e nel mondo reclama le dimissioni del Capo del governo a fronte di elezioni locali, l’anomalia è chiedere le dimissioni, questo è un mero esercizio di propaganda, è del tutto fuori luogo”, dice il presidente del Consiglio, “l’Italia continua ad essere governata da chi ha vinto le elezioni”.

Berlusconi ha poi bollato come “follia” una crisi di governo ora. Un altro governo ”sarebbe una sciagura non per Berlusconi, non per la maggioranza ma per l’Italia e la solidità finanziaria e dei nostri giovani”, ha detto. “Le opposizioni non sono in grado di esprimere un leader o un programma”. Ed ha aperto a un suo possibile abbandono: “Non voglio rimanere per sempre a palazzo Chigi né fare per sempre il leader del centrodestra”, ha detto. Ma lascerà i suoi incarichi e ruoli attuali solo quando “lascerò in eredità un grande partito di centrodestra ispirato al Ppe europeo”.