“Dai 100 ai 150mila euro per entrare in Parlamento”. Perla Genovesi, l’ex portaborse del senatore di Forza Italia Enrico Pianetta (oggi deputato Pdl), parla a L’Infedele della compravendita di posti nelle liste elettorali di cui è venuta a conoscenza quando era assistente parlamentare. Un “mercato” di candidature per le elezioni del 2006 di cui la Genovesi aveva già parlato davanti ai pm di Palermo che lo scorso luglio hanno ottenuto il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta sul narcotraffico. Allora aveva fatto riferimento al coinvolgimento di un’agenzia pubblicitaria vicina a Marcello Dell’Utri: “Mi avvicinò una persona e mi disse che il figlio aveva lavorato con il figlio di Dell’Utri in un’agenzia di pubblicità e mi riferì praticamente che quelli che volevano una candidatura buona pagavano dai 150mila euro più o meno. E’ un’agenzia pubblicitaria dove praticamente facevano risultare questi soldi come una campagna elettorale per il politico. Sui soldi si poteva trattare, si poteva scendere anche a 100 dipendeva dalla candidatura, da quanto poteva essere buona”.

L’ex assistente parlamentare, di cui i tabulati telefonici riportano diversi contatti con Villa San Martino ad Arcore, con Sandro Bondi e con Renato Brunetta, nell’intervista parla anche dei 10mila euro presi dal San Raffaele per delle consulenze mai fatte e di Nadia Macrì, la escort che ha raccontato di avere avuto rapporti sessuali a pagamento col premier Silvio Berlusconi. “Quando mi disse che era andata ad Arcore la prima volta, gli chiesi se potevo andarci anch’io e lei mi disse che non ero adatta”, racconta la Genovesi, a cui la Macrì confidò di avere avuto rapporti con il Cavaliere. La Genovesi davanti alle telecamere di La7 non racconta nessuno dei particolari di cui è venuta a conoscenza sui festini di Arcore. Ma rivela che dopo le deposizioni rilasciate in procura alcune persone di cui non fa il nome l’hanno avvicinata: “Mi hanno chiesto in modo non esplicito se avevo delle cose da dire per smentire la Macrì. Mi è stato chiesto di non attaccare i politici, tutti i politici, non di un partito o dell’altro”.