Paese che vai Pd che trovi. Come per inceneritori e acqua pubblica, anche per il pagamento del Cosap sembra che il Partito democratico non riesca proprio a trovare un “pensiero unico”. La geografia dell’incoerenza questa volta da Ferrara porta a Genova e a Biella.
Della tassa sui passi carrabili a raso applicata dalla giunta comunale estense nonostante i pareri contrari, nell’ordine, di Cassazione, Anci, e, volendo, anche del codice della strada, abbiamo già scritto su Il Fatto Quotidiano dell’Emilia Romagna. In estrema sintesi, di fronte alle risoluzioni delle opposizioni che chiedevano alla maggioranza di fare un passo indietro ancora lo scorso gennaio, la giunta di centrosinistra prese tempo e ad oggi nulla si è mosso. Ad eccezione dei numerosi ricorsi presentati dai privati e raccolti da Adiconsum che adesso vuole portare la questione davanti al Tar.

Se dall’Emilia ci si sposta in Liguria, e precisamente a Genova, la situazione non cambia di molto. Qui la giunta provinciale e il suo presidente Pd applicano a loro volta il canone ai passi carrabili a raso (che proprio per loro natura, non occupando suolo pubblico, non andrebbero tassati). Il difensore civico, nelle sue relazioni annuali del 2008 e 2009, ha censurato ripetutamente questo provvedimento, richiamandosi proprio alla pronuncia della Cassazione suffragata da un corposo impianto normativo. Ma anche in questo caso la giunta è rimasta sorda alla reprimenda, anche dopo i numerosi ricorsi vinti da cittadini e associazioni.

Se invece cambiamo città, e governo, i democratici da esattori borbonici si trasformano in indignados. Siamo a Biella, la cui Provincia è governata dal centrodestra. Pdl e Lega hanno scelto di far pagare una tariffa per i soli passi carrabili, salvando – bontà loro – quelli a raso. Decisione sufficiente a far scattare i paladini dei contribuenti, che in un comunicato denunciano “il centrodestra che mette le mani nelle tasche dei cittadini”, portando la protesta fino a Roma, con tanto di volantini. Non solo. Agli sventurati cittadini falcidiati da tanto ingiusto balzello assicurano anche consulenza legale e il modulo prestampato per presentare ricorso.

Proprio quello che – scherzo del destino – chiede l’Adiconsum a Ferrara contro il provvedimento della giunta di centrosinistra.