Fino a pochi mesi fa non esisteva un leader politico vivente venerato da una setta religiosa che, spontaneamente, ne avesse istituito il culto. Non che, di recente, l’idea non fosse stata accarezzata da qualcuno e, tanto per citare un esempio, ci sarebbe anche chi, in privato, ha confidato di essere stato scambiato per il Papa.

Oggi tuttavia si comincia a parlare di santi che si reincarnano in leader politici. Ne è convinta la russa Madre Fotina, fondatrice di una nuova setta religiosa che, dal villaggio di Bolshaya Yelnia sul fiume Volga, annuncia alle sue adepte, tutte di sesso femminile, la lieta novella: “Secondo la Bibbia l’apostolo Paolo fu in origine un capo militare e un persecutore dei cristiani. Nel Kgb, a suo tempo, anche Putin compì alcune azioni contro giustizia. Ma, una volta divenuto presidente, fu ispirato dallo Spirito Santo e, proprio come l’apostolo, anch’egli cominciò a guidare il suo gregge”.

La nuova sacerdotessa sostiene di aver frequentato Vladimir Putin intorno all’anno 988, in una sua vita precedente, quando, con il nome di Vladimir I di Kiev, era tutto dedito a convertire al cristianesimo la Russia pagana. Madre Fotina allora si chiamava Olga di Kiev ed era la nonna di Vladimir I. In un’altra delle sue vite passate, Putin sarebbe stato addirittura lo stesso San Paolo mentre, attualmente, starebbe combattendo gli Anticristo insieme ad altri sette apostoli rinati (guarda caso proprio sette, come i sette nani).

Madre Fotina, all’anagrafe, è meglio conosciuta come Svetlana Frolova e di lei si dice che abbia imboccato il sentiero della virtù mentre si trovava in galera a scontare una pena inflittale per il reato di truffa. Riacquistata la libertà, dopo un breve periodo di attività come medium e organizzatrice di sedute spiritiche, Svetlana ha successivamente preferito dedicarsi alla fondazione della setta pro Putin. Ha venduto il suo appartamento di Nizhny Novgorod e si è installata in una specie di santuario a Bolshaya Yelnia, dove ha piazzato il ritratto del Primo Ministro in mezzo alle icone tradizionali della chiesa ortodossa, davanti alle quali, insieme alle compagne travestite da suore, organizza sessioni di preghiere per il successo di Putin, alternando al canto dei salmi tradizionali la celebre canzoncina sovietica dei Pionieri, Pust Vsegda Budet Slontse (Possa il sole splendere sempre).

Non sono ancora giunte reazioni da parte del San Paolo reincarnato. Solo Dmitry Peskov, il portavoce d Putin, ha voluto sottolineare, con una punta di imbarazzo, che “sebbene sia degno di nota l’alto valore attribuito alle azioni compiute dal primo ministro, è opportuno ricordare che uno dei comandamenti dice ‘non adorerai falsi idoli'”.

Pensare che c’è chi farebbe carte false per aggiudicarsi una setta di adoratrici devote e disinteressate e c’è invece chi, baciato dalla fortuna, neppure se ne rende conto.

Ps: Sull’argomento ha scritto il giornalista russo Boris Tumanov nel suo bel Vita di San Pavka, che potete leggere nella traduzione del benemerito Matteo Mazzoni.