Alla Moratti al primo turno “è già andata di culo” e al ballottaggio “secondo me, no” non ha speranza di vincere. Parola di Alessandro Sallusti. Sì, il direttore de Il Giornale, quotidiano di casa Berlusconi, nonché “amico” della pasionaria del Pdl, Daniela Santanchè, in un’intervista a Vanity Fair in edicola domani smonta gli entusiasmi della maggioranza. E critica persino Silvio Berlusconi. Il premier, afferma Sallusti, “ha sbagliato a dare ai giudici dei brigatisti o a fare i comizi sotto Palazzo di Giustizia”. Non solo. Perché il Sallusti che proprio non ti aspetti, dopo aver difeso negli ultimi mesi il Presidente del Consiglio in ogni modo, mettendo persino in dubbio l’esistenza del bunga bunga, oggi ne condanna velatamente i comportamenti. Bollando come “inquietante” la carriera dorata di Nicole Minetti, l’ex ballerina televisiva diventata consigliere regionale dopo una breve esperienza da igienista dentale. Di Minetti penso sia “inquietante, adesso sappiamo perché è andata a occupare quel posto. Non è un bell’esempio”.

L’attenzione è comunque rivolta a Milano. Secondo Sallusti come candidatura quella della Moratti “era debole. Negli ultimi sei mesi non ho incontrato una persona di centrodestra disposta a votarla. Ha visioni, penso all’urbanistica e all’Expo soprattutto, che la gente non capisce. Troppi cantieri non finiti, troppe cose fatte solo per le minoranze: le piste ciclabili, per esempio”. E nel partito, rivela Sallusti, “si è pensato alle alternative: Confalonieri era forse la più forte. Ma a Milano non si può far fuori un sindaco che si chiama Moratti”. Quindi, chiede Vanity, sta dicendo che il Pdl è andato consapevole verso la batosta? “No, ma siccome il partito si è abituato ad avere uno con la criptonite che risolve tutte le situazioni, c’è stata l’incoscienza di dire: ‘Tanto ci pensa Berlusconi’”. Ma “è evidente che le vicende dell’ultimo anno hanno lasciato il segno, soprattutto nell’elettorato femminile”.

Anche Sallusti dunque critica Berlusconi, chiede il giornalista. “Se non lo critico quasi mai non è perché penso che non abbia difetti, ma perché lo reputo un talento che alimenta la sua genialità anche con i vizi, come Maradona o Michael Jackson. Fondamentalmente sono dei pazzi”.

Non pensa che un politico dovrebbe avere uno stile di vita più sobrio? Soprattutto se, come Berlusconi, si erge a guardiano della famiglia tradizionale? “Berlusconi si è impegnato a fare una politica a sostegno delle famiglie, non a salvare la sua, di famiglia, o a non scopare”.

Nell’intervista c’è poi una parentesi personale, sul rapporto tra Sallusti e Santanché. Il direttore del Giornale descrive la pasionaria del Pdl come una donna “molto dolce” che “passa le serate a lavorare a maglia per il figlio”. Santanché “odia uscire e andare alle feste, ma anche lei ha un ruolo”. Ma, garantisce Sallusti, “Non siamo fidanzati, se è quello che vuole sapere. Ma siamo sicuramente più che amici”.