Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il suo via libera al potenziamento della missione militare italiana in Libia come annunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’annuncio da parte del governo è arrivato ieri in serata, Dopo una telefonata con Barack Obama, il primo ministro italiano ha chiamato il premier del Regno Unito, David Cameron e il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per informarli della decisione.

La decisione italiana ha subito provocato l’alzata di scudi della Lega Nord con il ministro Roberto Calderoli che ha minacciato di non votare a favore di un simile provvedimento.

Ora, con il via libera del Quirinale, anche il Carroccio dovrà giungere a più miti consigli. Sull’argomento Napolitano ha detto che “un ulteriore impegno dell’Italia è lo sviluppo naturale, sentiamo di non poter restare indifferenti di fronte al rischio che vengano brutalmente soffocati movimenti comunque caratterizzati da una profonda carica liberatoria”.

Il sigillo del Capo dello Stato non è però bastato a fermare le polemiche nel campo dell’opposizione.

Secondo Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, a Tripoli si sta consumando una guerra civile e “bombardare una nazione non mi sembra possa essere uno sviluppo naturale né costituzionalmente corretto”. Parole che hanno provocato la reazione stizzita in primo luogo del Partito democratico. “Dichiarazioni inaccettabili e stonate, così come sono risultate incomprensibili quelle rilasciate dalla Lega nord”, ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd a Palazzo Madama.

Anche se l’opposizione approva e si riconosce in quanto detto dal Capo dello Stato, chiede al governo di venire in aula per riferire del repentino cambio di rotta sull’impegno internazionale a Tripoli. “Vogliamo sapere quali siano le implicazioni di questo maggiore impegno militare”, ha chiesto Finocchiaro.

Il presidente ha anche parlato dell’emergenza immigrazione che in questo ultimo periodo ha diviso le cancellerie di Roma e Parigi e del trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini all’interno dei confini europei. Napolitano ha invocato un forte impegno alla cooperazione e a uno sforzo consapevole dei paesi europei per favorire la “crescita economica cui aspirano i popoli dell’intera regione mediterranea”. “Nulla sarebbe più miope e meschino del ripiegamento su se stesso di ciascuno dei paesi membri dell’Unione europea”.