Come in una favola. Lo scorso agosto l’ottantottenne veterano dell’esercito americano Roque “Rocky” Riojas da Kansas City,  lanciò un appello tramite FacebookLiberai l’Italia voglio tornare”. Ieri Rocky, che combattè in Italia  con la 34esima divisione dell’US Army sbarcando a Salerno nel settembre 1943 e si battè a Montecassino, Anzio, sulla Linea Gotica, liberò Bologna e Reggio Emilia, è atterrato da  all’aeroporto di Fiumicino e subito è corso a Montecassino . Il suo sogno è diventato realtà . Come in una fiaba  la sua storia di guerra è entrata  a far parte di un  romanzo storico basato tutto su storie vere: “Il Bracciale di sterline. Cento bastardi senza gloria, una storia di guerra e di passioni” scritto dal collaboratore del “Fatto Quotidiano” Matteo Incerti e dalla giovane cronista Valentina Ruozi ed edito da Aliberti e che  sarà in tutte le librerie dal 28 aprile .

Coincidenza nella coincidenza, il 21 aprile 1945 Rocky liberò Bologna dalla dittatura nazifascista entrando in città con la 34th Infantry Division degli Stati Uniti, l’esercito polacco ed i partigiani bolognesi. Sessantasei anni dopo, il 21 aprile, il soldato ispanoamericano sarà di nuovo sotto le Due Torri alla libreria “Feltrinelli” alle 18, per festeggiare la libertà,  presentare e firmare il libro insieme ad altri reduci partigiani e raccontare quel giorno di tanti anni fa ai bolognesi. Per lui un gruppo di appassionati bolognesi di rievocazioni storiche arriverà in centro con sei jeep americane d’epoca ed in divisa rigorosamente originale dell’esercito a stelle e strisce che contribuì alla Liberazione  di Bologna. “Il mio sogno, nato sulla mia pagina Facebook lo scorso anno è diventato realtà”, racconta Rocque Riojas che è un internatua nonostante i quasi novantanni.

Appena giunto in Italia, una prima grande emozione. Arrivato sotto l’abazzia di Montecassino. Ha guardato quel luogo che lo vide protagonista di una durissima battaglia che gli valse le Purple Heart, poi ha iniziato a piangere. “Quanti ricordi, andammo all’assalto dopo il bombardamento dei nostri aerei, fu un massacro, quanti amici persi per la libertà. Noi combattevamo per la libertà, oggi ha ragione chi dice che si combatte soprattutto per il petrolio, purtroppo”. Ad Anzio e Nettuno, al cimitero americano, cercherà la tomba di un amico morto sessantasette anni fa sul fronte italiano. “Vorrei mettere un fiore sulla sua croce”.

Sulla rete il suo messaggio ha iniziato a girare e gli eventi si accavallano su facebook nel gruppo “Il bracciale di sterline” (http://www.facebook.com/group.php?gid=106558339365635)  per presentare il libro e raccontare la sua incredibile storia. Una storia vera la sua che è collaterale a quella di una missione segreta, Operazione Tombola, lanciata nel marzo 1945 da cento uomini e donne dalle squadre speciali britanniche del 2° Special Air Service e gruppi scelti di partigiani della squadra Gufo Nero, della 26a Brigata Garibaldi e del Battaglione Russi.

Una squadra di cento indomiti con inglesi, scozzesi e irlandesi con missioni in tutta la seconda guerra mondiale, un folto manipolo di partigiani italiani selezionati tra i più combattivi elementi delle formazioni comuniste, cattoliche ed apolitiche operanti nel reggiano, disertori tedeschi ed austriaci per amore, un greco che poi visse a Pisa dopo la guerra, un olandese il cui fratello lavorava al fianco di Albert Einstein negli Stati Uniti . Una missione   contro il comando tedesco della Linea Gotica ubicato a Botteghe di Albinea in provincia di Reggio Emilia. Un attacco memorabile, lanciato al suono di una cornamusa suonata da uno scozzese paracadutato  in kilt ,David Kirkpatrick, ritrovato anche lui vivo dagli autori del romanzo storico frutto di una ricerca durata anni   . Insomma i veri “bastardi senza gloria”, parafrasando il  film di Quentin Tarantino.

Un attacco che permise agli Alleati quindi anche alla 34esima divisione di Rocky di sfondare le linee tedesche sugli Appennini ed accelerare la fine della guerra e della dittatura liberando Bologna, Reggio e poi tutta  la Valle del Po. In quell’inferno due bracciali di sterline, furono regalati da due soldati a due bambine reggiane, Sandra e Silvia, tutt’oggi viventi con due storie incredibili raccolte e romanzate. Anche loro saranno a Bologna. Da Operazione Tombola  nacquero cinque amori per la vita narrati nel libro.

Sessantasei anni dopo, grazie ad internet, il filo d’Arianna della storia, dalla Scozia all’Italia, dall’Australia agli Stati Uniti, ha riunito dieci protagonisti di allora incluso Rocky giunto in Italia da Kansas City. Sì avete letto bene, vecchi combattenti per la libertà che navigano in internet. Si intrecciano così amori, ideali, sogni, e come in una favola quei  bracciali rivelano alle due bambine di allora, diventate nonne, la storia di due coraggiosi soldati ed una serie di coincidenze da mozzafiato, come in una favola di Giovannino Guareschi.

“Io non sono un eroe, eroi in guerra sono coloro che non tornano a casa. Chi ritorna è stato fortunato e protetto da Dio – ha detto Riojas prima di partire da Kansas City dove è stata organizzata una cena di raccolta fondi per il suo viaggio da parte dell’associazione dei veterani degli Stati Uniti – finalmente potrò vedere le bellezze dell’Italia in pace. Quella pace e libertà che anche noi americani insieme ai partigiani italiani conquistammo a duro prezzo abbattendo la dittatura fascista e nazista”. Il 21 aprile il ritorno a Bologna per il grande giorno. Poi Rocky sarà a Verona sabato in testa alla più grande rievocazione storica d’Italia “la colonna della libertà”. Il 25 terrà il discorso della Liberazione in piazza a Reggio e poi presenterà in diversi eventi per il suo libro: a Felina, Albinea. Poi a Sassuolo il 26 ed ancora sulle montagne bolognesi a Vado il 27.