Dall’alza bandiera patriottico, all’ammaina bandiera padano. In Brianza, terra a “conduzione leghista”, il passo può essere breve se non ci fosse di mezzo la politica, qualche veleno e le celebrazioni di questi giorni. In settimana il borgomastro di Lesmo decide che nessun tricolore debba essere esposto in municipio per celebrare l’Unità d’ Italia. Niente di nuovo sotto il sole delle Alpi. Qualche funzionario patriottico, la notte prima delle celebrazioni, lo mette lo stesso sul pennone del municipio. Non una bandiera qualunque, ma un tricolore proveniente da Nervosa della Battaglia, località in provincia di Treviso in cui si è combattuta la prima guerra mondiale. E il padanissimo borgomastro che fa? Organizza una vera e propria spedizione con tanto di fedelissimi che cantano il “va pensiero”, battono le mani mentre Desiderati ammaina il tricolore.

Che Marco Desiderati sia un leghista di peso non lo dicono solamente i suoi 110 chili e la carica di onorevole diventato, in poco tempo, braccio destro del capogruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni. Il “borgomostro” (così ironizzano i suoi compaesani giocando sul fattore fisico) di Lesmo, provincia di Monza e Brianza, oggi è entrato dritto nella cronaca dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Guai a parlargli di unità e ancor meno di Italia. E già negli scorsi giorni aveva manifestato insofferenza lanciando l’idea di non esporre il tricolore nella giornata di festa prevista in tutta Italia. Disobbedendo ad un invito del Prefetto che in una circolare sollecitava i Comuni ad esporre il vessillo.

“Non ci saranno motivi per festeggiare finchè ci sono certe disparità nei trattamenti da parte dello Stato – aveva annunciato urbi et orbi – Il Comune di Napoli riceve per un suo abitante quanto quello di Lesmo riceve per nove. Lesmo non esporrà il tricolore perché ritengo che nel mio Comune non ci saranno motivi per festeggiare fino a quando un cittadino lesmese varrà per lo Stato, in termini di trasferimenti al Comune, 40 euro all’anno e un cittadino di Napoli 377″. Niente di nuovo sul fronte padano se non che Desiderati si è superato. Oggi alle 12 l’appuntamento in piazza davanti al municipio dove il tricolore è esposto tutto l’ anno. Al suo fianco un pugno di leghisti di provata fede padana e l’ assessore alla Sicurezza Flavio Tremolada. Pochi gesti consumati e i due ammainano la bandiera ripiegandola con cura. In piazza Roma, all’ associazione carabinieri, all’Anpi e alla lista civica di opposizione non è restato altro che guardare attoniti.

di Giulia Mandelli