Maggioranza battuta nell’Aula della Camera sul testo proposto da alcuni deputati del Carroccio per favorire il reclutamento nelle regioni del nord di militari volontari nei reparti delle truppe alpine. L’Assemblea di Montecitorio ha approvato con nove voti di scarto la proposta del Pd, sostenuta da Idv e Fli, di rinviare in commissione la proposta di legge. Il testo ora torna in commissione. Dai banchi dell’opposizione si è levato un lungo applauso.

La richiesta di rinvio in commissione della proposta di legge è stata avanzata in Aula da Ettore Rosato del Pd: “Finisce con il determinare differenziazioni e pregiudizi tra militari di serie A e B”. Una contestazione, questa, che Davide Caparini della Lega ha definito come ipocrita e strumentale”. Al momento del voto sul rinvio del testo in commissione, alla maggioranza sono mancati nove voti.

«Chi non ha voluto discutere il provvedimento sugli alpini abbia almeno la decenza di non presentarsi più di fronte ai militari. Il voto mancato di oggi è un tradimento nei confronti delle migliaia di ragazzi che svolgono il loro dovere con abnegazione e altissimo senso di solidarietà», ha detto il deputato leghista Davide Caparini. «Valorizzare la specificità dell’identità degli Alpini significa dare una risposta concreta anche ai tanti meridionali che oggi sono costretti a prestare servizio per necessità e non per vocazione». «Rispedire in Commissione la proposta di legge è una scelta di responsabilità. Noi non siamo contrari a incentivi per i militari, ma non è accettabile che i partiti politici, come la Lega, utilizzino le forze armate al solo fine di aumentare i loro consensi a discapito della storia e dell’onorabilità dei nostri soldati», replica GianfrancoPaglia, maggiore della Folgore e deputato di Futuro e libertà. «Noi siamo pronti a fare un intervento serio a sostegno degli Alpini e di tutte le forze armate, ma la maggioranza ha scelto la strada dello spot che per noi è inaccettabile», ha dichiarato Ettore Rosato, deputato Pd della commissione Difesa. «Il voto di oggi ha dimostrato che la maggioranza in aula è in grado di esserci solo per i voti di fiducia e per i provvedimenti che riguardano i processi di Berlusconi», ha aggiunto il capogruppo Pd Dario Franceschini. «Oggi c’è stato il primo caso di “Vietnam parlamentare”, ma è la maggioranza che se lo fa da sola con le assenze dei suoi deputati. E siamo solo all’inizio», lascia presagire sviluppi il vice capogruppo di Fli alla Camera, Carmelo Briguglio. Ai banchi del governo c’erano a votare solo i ministri Matteoli e Vito e i sottosegretari Cossiga e Martini.